I ricordi di ‘Bruno’, la poetica degli oggetti di Kantor e gli spazi del tempo sospeso alla Contraddizione
21.10.2026
Triplo debutto all'insegna di stra-produzioni d'autore, con tanto di uscita in più verso il presente e il teatro di realtà: così si presenta subito la nuova stagione 'Opera aperta' di ERT Emilia Romagna Teatro, che si contende la palma di terzo polo pubblico italiano, anche per ordine d'importanza economica.
Quello che fa la differenza è soprattutto l'assetto istituzionale (dal 2025 siede alla direzione generale Natalia Di Iorio affiancata per la direzione artistica da Elena Di Gioia, con Francesca Di Fazio direttrice artistica junior: tre donne, caso pressoché unico) e la qualità della programmazione sedimentata nel tempo, dal direttore storico Pietro Valenti e grazie anche a grandi talenti incardinati (da Leo De Bernardinis a Pippo Delbono).
Venendo alla nuova stagione, di grande interesse senza dubbio è il nuovo spettacolo di Kepler-452 che debutta a Cesena, GONE, una coproduzione ERT con la compagnia statale di attori della Georgia Lepl Mikheil Tumanishvili, presentata lo scorso maggio a Tbilisi (lo spettacolo è in lingua georgiana con sovratitoli in italiano).
Nato appunto dall’incontro di Enrico Baraldi e Nicola Borghesi con un gruppo di attrici e attori georgiani, è un lavoro che si confronta con il fenomeno della migrazione, documentato attraverso vite reali, confini e ferite collettive.
In un momento storico in cui una parte consistente della popolazione della Georgia sta lasciando il proprio paese (e l’Italia è una delle destinazioni principali di questa diaspora) la compagnia, insieme all’autore Riccardo Tabilio, ha costruito uno spettacolo documentario basato sulle biografie degli interpreti e su interviste a chi è partito, a chi è rimasto, a chi è stato costretto a tornare, mettendo a nudo le contraddizioni, i paradossi, i desideri e i legami che si spezzano quando qualcuno parte.
Dopo Cesena ci sarà giusto una tappa al Teatro India a Roma e perciò queste rappresentazioni del 23 e 24 ottobre al Teatro Bonci di Cesena sono molto attese dagli ormai sempre più numerosi kepleriani di complemento, che si sono appena ritrovati a Bologna per il nuovo festival 'Convergenze'.
Ancora, si fa notare il primo appuntamento a Modena - città sede legale di ERT e ATER - perché segna l'inaugurazione di una nuova Sala Grande al Teatro delle Passioni e insieme anche il ritorno in Italia di Pascal Rambert, regista e autore francese di grande successo fino a poche stagioni fa, quand'è incappato nella prematura interruzione di una trilogia al Piccolo Teatro di Milano, per via di un Arlecchino antifascista militante portato in scena in 'Durante'.
Rambert torna con la nuova produzione Viaggio a Hong Kong, in prima assoluta, confermando il legame artistico costruito negli anni con ERT, attraverso spettacoli come Clôture de l’amour, Prova, L’arte del teatro e Architecture.
Dopo il successo di questo intenso monologo sull'amore e la solitudine in Francia e in Messico, la versione italiana è stata pensata appositamente per un protagonista di lungo corso della nostra scena come Sandro Lombardi (Premio Flaiano alla carriera a luglio 2026).
Apertura di grande richiamo all'Arena del Sole di Bologna. A tre mesi dal debutto al Festival di Avignone va in scena in prima italiana, dal 22 al 25 ottobre, Che dolore terribile è l’amore, di Daria Deflorian, dal romanzo Non dico addio della scrittrice sudcoreana Han Kang.
Nel libro, pubblicato da Adelphi, Kang affronta una delle pagine più buie della storia coreana: la sanguinosa repressione della rivolta di Jeju nel 1948. Daria Deflorian, in scena con Monica Piseddu (straordinaria protagonista del precedente La vegetariana) e Maria Grazia Mandruzzato, attraversa e interroga questo testo, condividendo con la scrittrice il rifiuto di ridurre le tragedie ai meri nomi delle città e al numero dei morti.
A Modena, infine, l’apertura del Teatro Storchi dal 22 al 25 ottobre è affidata al grande regista greco Theodoros Terzopoulos con Le Baccanti, per la prima volta allestito in uno spazio teatrale chiuso dopo il debutto estivo al Teatro Grande di Pompei e a Ostia Antica.
Terzopoulos, che in Italia ha casa proprio in ERT, torna a Euripide firmando la settima regia de Le Baccanti a partire dalla traduzione di Edoardo Sanguineti. Questa volta propone una rilettura contemporanea della tragedia euripidea, sorgente inesauribile da cui continuano a emergere nuove domande sul corpo, sul potere e sulla crisi della città.
Un forte impianto rituale e fisico, d'impatto visionario e con un eccellente cast, nel quale si notano i grandi Enzo Vetrano e Stefano Randisi, che nel 2027 festeggeranno i 50 anni di sodalizio proprio sul palcoscenico dell'Arena del Sole, con varie rappresentazioni, tra le quali, il 26 e 27 gennaio, lo spettacolo-dialogo sul teatro con Nicola Borghesi intitolato con la sarcastica battuta di fine seduta di preparazione, attribuita a De Bernardinis, 'Grazie della squisita prova'.