I ricordi di ‘Bruno’, la poetica degli oggetti di Kantor e gli spazi del tempo sospeso alla Contraddizione

'Bruno' è un lavoro sullo scrittore Bruno Schulz, punto di riferimento della poetica kantoriana

 Cosa accade agli avvenimenti che non hanno trovato spazio nel tempo? Prendono posto e forma varia all’interno della nostra mente. 

 È nel foyer dell’intimo Teatro della Contraddizione di Porta Romana - mentre Milano acceca con le già note ring lights, ma dove qui sembra tornare indietro nel tempo - che questa immagine trova spazio e senso. Oltre il pesante drappo di velluto nero sbuffa del fumo e, una volta varcata la soglia, poco più di venti spettatori si accomodano con me nella sala buia. 

 ‘Bruno’ di Dimitri/Canessa (1) informa i ricordi sospesi nel tempo di Bruno Schulz, pittore e scrittore galiziano di origine ebraica, vissuto a Vienna ed ucciso da un ufficiale della Gestapo nel 1942.

 Quando una vita s’impregna d’eventi, un modo per raccontarla può essere quello di ricondurla all’origine di tutto. La mente ha modi del tutto originali di dare spazio e tempo a ricordi a cui non vuole trovare una collocazione precisa.

Così Dimitri/Canessa mette in scena frammenti delle memorie del protagonista: dalla morte del padre, all’immagine della madre, fino agli scambi fruscianti con la figura femminile in scena, che assume un’identità ogni volta nuova.

 Una premessa che sa di déjà-vu, poiché sono stati proprio i racconti di Schulz ad ispirare la kantoriana memoria (da ‘La Classe Morta’ a ‘Wielopole Wielopole!!’), che Dimitri/Canessa prontamente citano, dando origine a un fitto intreccio di rimandi. 

 All’interno della sala le sedute sono a filo scena. Al centro: la struttura di un letto in ferro senza materasso, un piccolo banchetto relegato a un angolo e un microfono. 

 È proprio nella poetica degli oggetti di Tadeusz Kantor che risiede il principio per cui ogni elemento scenico si fa archetipo capace di mettere in trappola la realtà. I ricordi di Bruno si aggrappano così a questi tre elementi della scena che diventano cardini e fungono da portali per rivivere traumi infantili, labirinti ossessivi della mente e reviviscenze dolceamare. Cardini mobili, modificabili, che si riempiono di croci che prendono nuovo significato, giocando continuamente con l’idea della morte.

 Nel buio della mente di Bruno e della sala, l’unico spiraglio che riconduce all’esterno (del vortice psicanalitico e teatrale assieme) è la fioca luce di regia che, svelata, balza all’occhio a lato della scena. È come se questo sogno che continua ad aprire tante porte diverse garantisse sempre una via di fuga, un appiglio di realtà. 

E forse il Teatro della Contraddizione può essere proprio questo per il panorama teatrale adesso. 

Federico Dimitri con Elisa Canessa in 'Bruno'

(1) UNA COMPAGNIA DI RICERCA

Elisa Canessa e Federico Dimitri decidono nel 2013 di rendere autonomo il proprio percorso lavorativo dando vita ad una propria ricerca teatrale. Nasce così la Compagnia Dimitri/Canessa. Parallelamente entrambi continuano il loro lavoro di interpreti per per numerose compagnie di Danza e di Teatro. 

La Compagnia Dimitri/Canessa è apprezzata per il suo lavoro di ricerca, per i suoi spettacoli continuamente in bilico tra danza, teatro e performance, caratterizzati da un registro che spazia dalle tinte drammatiche a quelli più smaccatamente comiche e grottesche. Il tutto supportato da un forte senso estetico condiviso.

L’interesse principale non è quello di dare alla ricerca un significato intellettuale precostituito, ma piuttosto quello di porsi in totale apertura verso la vastissima gamma di sensazioni umane, dalle più profonde alle più apparentemente banali e ridicole, che possano però far emergere il “mito”, sia esso positivo o negativo, iscritto all’interno di ogni essere vivente. 

Gli spettacoli delle Compagnia vengono rappresentati sia in Italia che all’estero e all’interno di alcuni dei più importanti festival di Teatro Contemporaneo. Tra le principali produzioni ricordiamo: Bruno (2013) spettacolo tratto dalle opere di Bruno Schultz, vincitore del FIT, Festival Internazionale di Teatro di Lugano e nominato da MilanoTeatri tra i migliori spettacoli presentati a Milano per la stagione 2017/18; ...di Giulietta e del suo Romeo (2014), una co/produzione italo/svizzera per il pubblico adolescente; Hallo! I’m Jacket! il gioco del nulla (2016), spettacolo che ha ricevuto numerosi riconoscimenti, finalista In-Box, Premio Nazionale per il Teatro Contemporaneo 2017 e Vincitore del Bando l'Italia dei Visionari per Kilowatt Festival 2017; Ad esempio questo cielo (2019), spettacolo ispirato alla vita a alle opere di Raymond Carver, prodotto con il sostegno della Theatherwerkstatt Gleis 5 (CH); Geppetto 201 (2022), spettacolo tratto dal bellissimo romanzo di Fabio Stassi Mastro Geppetto (Ed. Sellerio) e prodotto in collaborazione con Theaterwerkstatt Glai 5 (CH), Pilar Ternera/Nuovo Teatro delle Commedie e Come alla fine di Casablanca, che debutterà a luglio 2027 all'interno del Festival Inequilibrio

La Compagnia si occupa anche di Teatro per l'Infanzia collaborando da anni con il coreografo Giorgio Rossi/Sosta Palmizi e con il quale ha dato vita agli spettacoli Col Naso All'Insù e Esercizi di Fantastica. E' del 2023  L'Orso Felice, spettacolo vincitore di Inbox verde, Menzione speciale Osservatorio Critico 2023 e Miglior spettacolo FIT Festival Internazionale di Teatro - Lugano. L'ultima produzione per l'infanzia è Cuor di Coniglio (2025)

(da dimitricanessa.com) 



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