C'è il Miracolo a Milano in tv e a teatro i prodigi da mezzo mondo con la danza contemporanea di Marah, Nemo e Ben

Marah Haj Hussein in 'Language no broblem' (foto di Boris Breugel)

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Con 'TotòLino' per Giulia

Il Piccolo per Pasqua tenta l'aggancio con il pubblico televisivo, sabato 4 in prima serata e domenica 5 al pomeriggio su Rai5, per 'Miracolo a Milano'. Pesa sulla carta la forza d'impatto anche solo del protagonista Lino Guanciale, volto di tante fiction di successo, alle prese con la sfida di far rivivere in scena persino il mito di Totò. Bell'occasione per chi non ha fatto in tempo a trovare i biglietti, e pure per chi è riuscito a vedere l'iper-spettacolo firmato da Claudio Longhi, ma non ancora a digerirlo del tutto. Tre ore e rotti, ma valgono anche solo per la grazia e l'entusiasmo nell'aura di Giulia Lazzarini, 92 anni appena compiuti in scena, evviva!

F.Q.

Lombardi rilegge Dario Fo

Al netto delle polemiche di Jacopo Fo per le disattenzioni di Milano nel ricordo del padre, il 30 marzo al Teatro Studio Melato il Piccolo festeggia un doppio anniversario del personaggio più conosciuto nel mondo del teatro di Milano, Dario Fo: in scena Sandro Lombardi, 'che ha curato un’attenta selezione, tra scritti e monologhi di Fo' - recita il comunicato stampa - 'restituendo il ritratto di un artista che ha saputo fare del teatro, con l’energia e la fantasia del giullare, un luogo di libertà e di immaginazione'. Puntellano le letture gli interventi della giornalista esperta Giuseppina Manin e del professor Giovanni Agosti, che da studioso dell'arte rinascimentale saprà tirare i fili storici del 'gramelot' e dei giullari a cui Fo si è ispirato.

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Marah è Free, ma non i suoi

Non si è spento ancora l'eco dello spettacolo della serba Tara Manic, che un'altra giovane nuova protagonista della scena europea viene portata alla ribalta da FOG, l'1-2 aprile. E' Marah Haj Hussein, originaria di Kofor Yassif, nella Palestina occupata, e attualmente residente ad Anversa: in 'Language: no problem' interseca il racconto di un viaggio in treno in Belgio alle storie della sua famiglia in Israele. Nota Bene: 'La relazione tra l’arabo palestinese, la lingua madre dei suoi familiari, e l’ebraico, idioma ufficiale dello Stato in cui vivono, rivela le forme di oppressione, violenza e dominio che una lingua può esercitare su un’altra. Con umorismo, rabbia e amore' (dalla scheda ufficiale di Triennale Teatro).

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No, non ci sono più le Sirene

Ancora una figura d'artista che non vive con la testa girata dall'altra parte, la newyorchese Freya Powell, che da anni esplora il linguaggio e il suo rapporto con la memoria, il mito e la storia, porta a FOG il suo lavoro 'A Maritime Haunting'. E' un’installazione sonora multicanale che riunisce sei voci di sei interpreti diversi, diffuse in uno spazio dove il pubblico può muoversi liberamente, guidato dai suoni e dalle vibrazioni. In quest'opera di una potenza inquietante, come da titolo, 'la parola e il canto si trasformano in suoni del mare, assumendo il ruolo di un antico coro greco' - si legge nel programma - 'che dà voce a un lutto condiviso per le vite perdute durante le migrazioni nel Mar Mediterraneo'.

SOS

Chi invade Triennale? Nemo

Marzo finisce con un vero ingorgo per appassionati di danza, la sera di martedì 31, con gli spettacoli di due protagonisti internazionali. Alle 20 a Milano, per il solito imperdibile FOG, arriva da Parigi Némo Flouret, con nove performer a invaderà scale e corridoi del palazzo della Triennale per la prima assoluta di '900 Satellites', un lavoro che fa parte del progetto europeo PIT-Perform, Inform, Trasform per rianimare gli spazi museali. Tra l'altro, nel 2022, con Anne Teresa De Keersmaeker nell’ambito del Festival d’Automne, Flouret aveva usato come spazio per una perfomance l’ala Denon del Musée du Louvre.

N.G.

Giulietta e Romeo negli anta

Attenzione, appassionati: il 31 marzo c'è anche l'atteso appuntamento Extra di TorinoDanza, alle 19.30 nel Teatro Gobetti, con il nuovo 'Juliet&Romeo' di Ben Duke, coreografo inglese di gran classe, fondatore di Lost Dog. Il lavoro affronta la sfida impossibile di immaginare vivi, e arrivati ormai quasi alla canonica crisi di mezza età, i due giovani protagonisti shakespeariani dell'amore romantico: stufi di essere presi in giro come mito letterario, Giulietta e Romeo decidono di rappresentarsi...'Un pezzo di teatro-danza intelligente, liricamente sovversivo e sexy', ha scritto la critica esperta del 'Guardian' Judith Mackrell.

N.G.

Se Amlet rinascesse a breve...

In tema di rimaneggiamenti di Shakespeare, al PACTA Salone debutta un insolito 'Amlet 2052', l’1 e 2 aprile, selezionato come miglior progetto al Master di regia del 2024. La drammaturgia originale è di Anna Germani: una riscrittura quasi distopica del mito shakespeariano, dove comunque ricorrono numerosi inserti dell'originale. Il pretesto è immaginare Amleto vivo e al potere accanto a Fortebraccio, in un futuro simbolico, il 2052, per 'una riflessione contemporanea sulla memoria, sull’identità e sulla possibilità di ricominciare'. In scena per raccogliere la sfida Simone Pizzo e Cinzia Tropiano.

Romeo e Giulietta in terapia di coppia per Ben Duke (da lostdogdance.co.uk)

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