La necessità e il dovere di prendere la parola: una sana lezione dalla Francia per il 25 aprile dei lavoratori dello spettacolo
19.04.2026
8+
Vero cult di metà festival a FOG, la prima dell'ineffabile 'Jiddu' di *Melk Prod. / Marco Berrettini
il 24 -25 marzo. Coreografo italo-tedesco d'avanguardia, Berrettini stavolta crea un racconto quasi conradiano di ammutinamento. E' la storia di una compagnia di danza popolare bavarese che, in mancanza di successo, decide di diversificare e diventare 'globale', prendendo in prestito passi di danza da paesi e culture diverse. Sul palco, danze cecene, indonesiane, italiane, greche e anglosassoni si mescolano in un vortice di contaminazioni sempre più contraddittorio e carico di tensione, fino all’interruzione del ballo. Super.
N.G.
Si avvia a conclusione con straordinario successo 'Miracolo a Milano' al Piccolo Teatro Strehler, in cui Claudio Longhi ha riconfigurato una sorta di Olimpo culturale-teatrale di riferimento meneghino, portando in primo piano anche Giovanni Testori. E quasi a conferma il Teatro Out Off, dal 24 al 29 marzo, presenta un curioso pezzo di teatro performativo intitolato 'Speed', liberamente ispirato al celebre 'In exitu' - ultima opera drammatica di Testori - e interpretato dall’attore italo-iraniano Maziar Firouzi nei panni di un ragazzo gay palermitano che fugge e ripara nella grande metropoli del Nord...Da valutare.
8+
A proposito di un nuovo Olimpo teatrale milanese che andrà prima o poi tracciato, tra i viventi è già bell'e pronto il posto sul piedistallo Fo-Jannacci per quel geniaccio di Paolo Rossi. E dal 24 al 29 marzo sarà al Teatro Menotti con il nuovo 'Operaccia Satirica. Onora i padri e paga la psicologa', contorcanto fin dal titolo a quella produzione culturale di autobiografie piagnone tanto di moda. Al solito il talento assoluto e unico di Rossi intreccia narrazione, musica dal vivo e improvvisazione, muovendosi con grande libertà. Complici in scena Caterina Gabanella e i musicisti Emanuele Dell’Aquila e Alex Orciari.
N.G.
Da quando è stata scritta, nel 1977, 'La nuit juste avant les forêts' di Bernard-Marie Koltès è un lavoro di riferimento che viene riproposto con passione, e spesso pure saccheggiato. Di certo si denota per originalità la versione in napoletano curata a interpretata da Domenico Ingenito, dal titolo 'Nuttata'. Questo 'reading performativo', il 26 e 27 marzo, fa parte della rassegna di lavori sperimentali 'Welcome to Itaca' del Teatro Fontana: in piena nuova identità editoriale il Fontana ha appena toccato il clou con il denso e profondo 'iGirl' di Marina Carr (coprodotto con TPEAstra di Torino e Stabile di Bolzano, sostenuto pure dal REF) e portato in scena con straordinaria forza da Federica Rosellini. Ancora grazie.
N.B.
Dal 24 al 29 marzo (nota bene: a caldo dei risultati del referendum sulla riforma della magistratura) Campo Teatrale propone un appuntamento con lo spettacolo di César Brie 'Nel tempo che ci resta', elegia dedicata a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e interpretata dallo stesso Brie assieme a Marco Colombo Bolla, Elena D’Agnolo, Rossella Guidotti, Donato Nubile. 'La vita privata e l’umanità dei due magistrati uccisi dalla mafia continuano a emozionare, il loro esempio continua ad illuminare e a sostenere chi dopo oltre 30 anni dalla loro morte chiede verità e giustizia. Uno spettacolo di teatro civile, necessario per comprendere la tragicità delle vicende umane dei due magistrati e la svolta che riuscirono a imprimere alla storia italiana'.
F.Q.
Dal 24 al 28 marzo appuntamento cult-politico Fuori Quota all'Elfo Puccini per 'Spartacu strit viù', sottotitolo 'Viaggio sulla S.S. 106 ispirato alla lotta di Franco Nisticò', politico e attivista, fondatore di NoPonte. Il lavoro di e con Francesco Gallelli viene presentato da Compagnia Teatro del Carro così: 'la strada che il nostro Spartacu, contemporanea incarnazione dell'antico lottatore/schiavo, si trova a percorrere ogni giorno non è una strada qualunque, ma la strada della morte, la SS 106 Jonica, che collega Reggio Calabria a Taranto. Una strada che diventa il pretesto per parlare di schiavitù, di sogni, di incontri umani, di paesaggi, di incidenti, di Beautiful, di mar Jonio, di lotta e di politica'.