Spettatori milanesi in catene, riaprono anche le Stanze: s'attende un'altra ora Daria, ma intanto c'è una Variazione

Daria Deflorian in scena con Monica Piseddu ne 'La Vegetariana' (foto di Andrea Pizzalis)

Beh, tra il botto del nuovo LIFE e l'imminenza di 'Presente indicativo' al Piccolo Teatro, con tanto di alcune chicche qua e là nei teatri, agli appassionati milanesi tocca ormai di mettersi ai ceppi una sera via l'altra.

Ecco, ci mancava soltanto che riaprissero le Stanze, e per fortuna che si comincia giusto con un assaggio della prossima edizione, il 4 maggio. Poi la singolare rassegna di teatro fuori dai teatri ripartirà ai primi di giugno, e già s'annuncia pure un'edizione di Stanze in autunno che potrebbe riservare qualche grossa sorpresa internazionale.

La prima parte della rassegna di Alberica Archinto propone tre anteprime assolute e due debutti milanesi. Ad aprire il programma il 4 maggio sarà uno studio di 'Glenn. Una variazione' di Jonathan Lazzini (1) in versione site-specific nel palazzo della Fondazione Adolfo Pini in corso Garibaldi, che ospita la collezione permanente del pittore milanese Renzo Bongiovanni Radice.

Si salta poi al 3 giugno, quando, nel centenario della nascita di Dario Fo e di Alik Cavaliere, compagni di scuola a Brera e grandi amici per tutta la vita, l'attrice Anna Della Rosa debutterà nel 'Diario di Eva' che Fo scrisse nel 1975, e sarà proprio lo studio dell’artista a ospitare l’anteprima .

Ancora, nella Sala del Consiglio Comunale a Palazzo Marino, il 10 giugno, andrà in scena l’anteprima de 'La gioia del passo', racconto musicale dedicato al percorso che ha portato le donne alla conquista del voto di e con Elena Bucci, prodotto dalla compagnia Le Belle Bandiere

La rassegna Stanze Primavera 2026 accoglierà ancora 'Tre donne - Katherine Mansfield, Ingeborg Bachmann e Alice Munro', progetto di messa in scena di tre racconti interpretati da Monica Demuru e curati da Daria Deflorian.

Infine, 'Di cosa parliamo quando parliamo d’amore', progetto di Claudio Cirri dal racconto di Raymond Carver, prodotto da Sotterraneo. Entrambi gli spettacoli si terranno nei diversi spazi della Fondazione Adolfo Pini.

La seconda parte della rassegna, Stanze d’autunno verrà annunciata nelle prossime settimane, e avrà una dimensione internazionale: una parte si svolgerà a Parigi in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura che ospiterà alcuni spettacoli nati o presentati nell’ambito della rassegna, mentre a Milano debutterà una compagnia francese.

La collaborazione con l’istituzione di Parigi è partita questa primavera con il debutto de 'L’Agnese va a morire', dal romanzo di Renata Viganò, con Cinzia Spanò, che era stato presentato per Stanze nella Sala del Consiglio a Palazzo Marino nell’aprile 2025.

NOTA (1) GlENN. Una variazione – primo studio

Testo finalista al Premio Hystrio – Scritture di Scena 2022, drammaturgia: Jonathan Lazzini; regia: Mario Scandale; interprete: Giovanni Franzoni; sound design: Federico Mezzana; assistente alla regia e cura dei movimenti di scena: Maria Alice Tagliavini.

Produzione: Pallaksch con il contributo del Ministero della Cultura, Olinda e Stanze – teatro fuori dai teatri.

“Non voglio essere l’uomo che suona lo Steinway! Voglio essere lo Steinway!”

Glenn Gould

Glenn, una variazione parla della solitudine. Della bellezza della solitudine. Dei piccoli momenti di gioia quotidiana uniti a grandi attimi di arte e cambiamenti storici. Di un uomo appartenente a un’epoca diversa, ma legato a questo tempo dal furore e dalla miseria che l’arte imprime ai suoi figli.

Parla del rapporto tra l’artista e il pubblico. 

Si prefigge l'obiettivo di indagare l'uomo Glenn Gould nel profondo delle sue manie, dei suoi dolori da artista non sempre sotto i riflettori. E tramite la sua esperienza, arrivare a possibili considerazioni sul ruolo dell'arte nel nostro tempo e i suoi effetti sull'essere umano.

L’eleganza, la poesia, la determinazione di Glenn Gould. 

Lo spazio del sogno. O dell’incubo.

Glenn, una variazione è un viaggio nel subconscio del genio canadese. 

È un modo per non andarsene docili in questa buonanotte ma per infuriarsi contro il morire della luce

La drammaturgia è divisa in 32 frammenti, seguendo lo schema delle Variazioni Goldberg. L’azione che si svolge sulla scena cerca di ripercorrere le variazioni, abbandonandosi alle suggestioni che i cambi musicali hanno prodotto sul sottoscritto.

L’attore è il vero e proprio pianoforte nelle mani della scena.

Glenn, nuova produzione di Pallaksch, dopo la mise en lecture all’interno di Hystrio festival nello scorso settembre, viene presentata come un primo studio a Stanze, in vista del debutto al festival Da vicino nessuno è normale, in consonanza con il proprio meccanismo drammaturgico: una versione site-specific che è essa stessa una variazione del lavoro.

Giovanni Franzoni: interprete tra i più autorevoli del panorama italiano, è diretto per il teatro da Antonio Latella, Lombardi/Tiezzi, Vittorio Gassman, Bruni/De Capitani, Pier Luigi Pizzi, Toni Servillo, Giorgio Barberio Corsetti Peter Greenaway e per il cinema da Paolo Virzì, Giuseppe Battiston, Francesca Archibugi, Gabriele Salvatores, Dario Argento. 

Jonathan Lazzini si forma al Piccolo Teatro e all’Ecole des Maitres. Assiste Vico Quarto Mazzini per La Ferocia e Antonio Latella per BAT, entrambi progetti premiati agli Ubu 2024. Lavora come attore con Carmelo Rifici, Vico Quarto Mazzini, Mario Scandale, Andrea Chiodi. Vincitore del Premio Testori, della Menzione speciale a Futuro Passato e finalista ai premi Hystrio e InediTo.

Mario Scandale, regista, ha lavorato con Massimo Popolizio, Arturo Cirillo, Umberto Orsini, il Piccolo Teatro, ERT, Marche Teatro. Tra i lavori che firma per festival e teatri nazionali, La Gloria, plurinominato agli Ubu 2021. È docente presso l’ANAD Silvio D’Amico e l’Accademia del Teatro alla Scala. Tra i premi: Forever Young, Premio Abbado.

Informazioni e prenotazioni: info@lestanze.eu

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