Applausi per Lady Marianna del Ring, e per le altre 'sedute a guardare il mare' (o la Vettabia, fa lo stesso)

Marianna Esposito in 'E poi ci siamo sedute a guardare il mare' (foto di Emanuele Limido)

 Certo, l’area di Milano sud-occidentale tra Barona e Romolo - recitava già qualche anno fa un ‘urban magazine’ digitale sedicente di ‘innovation, lifestyle and culture’ - non è più soltanto ‘il quartiere degradato e cantato da Marracash’ ma non è nemmeno ancora diventata effettivamente ‘il nuovo distretto cool’ profetizzato. 

 Ora, è abbastanza insolito vedere delle signore milanesi uscire di sera dalla comfort-zone 'Ztl e limitrofe aree più trendy' - per stare al linguaggio urban della Milano City tutta Week. E arrivare fino alla stazione della MM2 a Romolo e poi andare in cerca di un collegamento di bus, nel buio già fitto intorno alle 20 a ottobre, ancora di più se sono mosse dal desiderio di vedere una piccola pièce di teatro con tre donne protagoniste dal titolo ‘E poi ci siamo sedute a guardare il mare’.

 Oltretutto dato che la tramina diffusa su vari media spiegava che si tratta di uno ‘spettacolo completamente senza parole, che parla di amicizia, fine vita e del diritto alla propria fine, come la si desidera’.

Si, è vero, l’immagine pubblicizzata ricordava vagamente l’adattamento italiano di ‘Escaped alone’ dell’autrice inglese Caryl Churchill: ma la compagnia TeatRing con base remota nel Municipio 6 non è certo La casa d’argilla con tutta la gloria di quella messe di premioni e tournée nei teatroni. 

 E Marianna Esposito, che ha fondato questa piccola pregevole casa-scuola di teatro, nonché ha scritto e diretto e interpreta ‘E poi ci siamo sedute a guardare il mare’, non può certo ancora campare sulla fama.

 Eppure, per alcuni giorni questa singolare pièce muta su un tema tanto delicato, con tanto d'inserti d’affresco storico fino alla Milano di Tangentopoli, ha riempito anche il TeatRing in una via privata della periferia oltre la roggia Vettabia, e il pubblico s’è anche divertito parecchio, gli applausi convinti non sono mancati e i passaparola sono poi stati tutti positivi.

 Ora, dal 15 al 18 ottobre, mentre si celebra Milano Teatro City (a cui evidentemente non partecipano TeatRing e altre belle piccole realtà che hanno il pregio di parlare anche della città, vedi Dopolavoro Stadera di cui si dirà a parte), lo spettacolo sbarca addirittura in Sicilia per l’OFF di Catania e si spera che sia soltanto l’inizio.

 Spiega Marianna Esposito: ‘L’ispirazione per il lavoro è venuta leggendo la notizia delle gemelle Kessler, morte assieme il 17 novembre 2025 all'età di  89 anni, ricorrendo al suicidio assistito. Abbiamo pensato che quella delle Kessler è stata una fine dolce e poetica: due persone che hanno condiviso ogni momento della  vita e hanno voluto affrontare insieme anche la morte. In questo caso abbiamo scelto di fare uno spettacolo utilizzando il linguaggio del teatro fisico e del teatro danza, e non le parole’. 

 Come spiega la scheda, l’argomento viene trattato nello stile della casa, ovvero ‘in modo accessibile, con tratti ironici e leggeri, attraversando, insieme alle vite delle protagoniste, i decenni dal dopoguerra ad oggi per restituirci attraverso tracce musicali e stralci di Telegiornali dell’epoca non una semplice vicenda personale, ma uno spaccato della società italiana’.

 Protagoniste tre donne, Rebecca, Lia ed Elisabetta (oltre a Esposito le attrici Dominique Evoli e Francesca Ricci), ‘che supponiamo essere anziane’ si legge ancora nella scheda.’ In sottofondo il rumore del mare. In scena non c'è altro. Le vediamo brindare. Riporre una misteriosa boccetta su uno scaffale, con estrema cura.

Vediamo i flashback della loro lunghissima amicizia, che comincia da bambine, per poi vederle ragazzine alle prese con i primi amori, ragazze nel pieno degli anni ‘70; con gli anni ‘80 arrivano matrimoni e vite complicate che le separano; negli anni ‘90 Tangentopoli, lutti che le riavvicinano, i disastri nel mondo e loro sono sempre lì.

Mentre ritornano al loro presente davanti al mare, luogo nel quale, ormai ottantenni, hanno deciso di concludere la loro vita. Alle loro condizioni, con le persone che da sempre sono state con loro’.

Da sinistra Marianna Esposito, Dominique Evoli e Francesca Ricci in 'E poi ci siamo sedute a guardare il mare' di TeatRing (foto di Emanuele Limido)
Da sinistra Marianna Esposito, Dominique Evoli e Francesca Ricci in 'E poi ci siamo sedute a guardare il mare' di TeatRing (foto di Emanuele Limido)

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