Oh, per Danae! Nel 2026 la parola titolo del festival sarà 'rovina', ma niente paura: si ballerà ancora con gioia

Silvia Gribaudi (foto di Andrea Macchia)

 Visto il titolo di lavoro, 'rovina', e letta la premessa, c’era un po’ da spaventarsi. Per presentare il prossimo festival milanese Danae (27 ottobre-15 novembre), forse perché è nientemeno che il 28mo, i due direttori artistici Alessandra De Santis e Attilio Nicoli Cristiani s’espongono in un’insolita lezioncina professorale.

‘In The Waste Land’ di T. S. Eliot, scritto all’indomani della Prima Guerra Mondiale, la rovina è il paesaggio dell’uomo moderno: un mondo culturalmente esausto, spiritualmente svuotato, incapace di ricomporre un senso unitario e che il poeta ‘puntella’ con la grande letteratura, miti, lingue antiche. Questa ‘terra desolata’ risuona con forza nel nostro presente e nella riflessione che ci attraversa, la rovina è testimonianza non solo di ciò che è stato distrutto, ma anche di ciò che ha avuto la forza di durare, di ciò che insiste ed è vivo. In questa ambivalenza risiede il cuore del concept di questa edizione. Le rovine non chiedono di essere restaurate per tornare com’erano, ma di essere attraversate, ascoltate, ri-significate’.

 Per fortuna, dalle enunciazioni elaborate su carta al parlato dal vivo in conferenza stampa, di fronte alla consueta bella compagnia di teatranti della miglior specie milanese, il salto è stato grande. E ha cominciato subito De Santis a mettere a fuoco il vero obiettivo della nuova rassegna (nonché la chiave dell'ambivalenza di cui sopra): riscoprire e far ritrovare ‘la gioia necessaria’, perché - come diceva Ermanno Olmi - non sarà la bellezza a salvare il mondo ma la gioia.

 Anche il ricco programma, articolato dalle ospitalità internazionali agli esperimenti meno direttamente legati a singole discipline dello spettacolo, in realtà presenta tante proposte che virano proprio verso la voglia di strappare una risata, o anche solo un sorriso.  

 Una ventina di spettacoli di 15 diversi artisti o compagnie, con 7 prime nazionali e 3 progetti speciali nati appositamente per Danae, compongono la panoramica completa che si può leggere a seguire.

Meritano uno sguardo attento le prove rivendicate da Nicoli Cristiani come esiti di un paziente lavoro di scouting, ovvero la perfomance ‘Gherminella’ di Miranda Secondari con le musiche di Nicola Ratti; la costruzione multimediale di Melania Pallini in @bruttomavero; e il nuovo lavoro del collettivo teatrale ALOT, 13 coristi che dopo Danae 2025 hanno avuto l’onore di un’eccellente collaborazione con Lina Lapalyté: quest’anno si concentreranno sulla riproposta di canti polifonici dalla Georgia.

 Sul piano degli ospiti di rilievo meritano la sottolineatura i tre insoliti spettacoli della svizzera Ernestyna Orlowska, il lavoro di Solene Weinachter che ha per tema i funerali e il surreale show con poetry-slam di Jack Hunter. 

Proposte, queste, certo tutte da valutare compiutamente, che vanno nella direzione ostinata e contraria al teatruccio dell'intrattenimento industriale culturale tanto in voga oggi, alla rincorsa al nome da cartellone e all'appiattimento sugli stilemi mutuati dalla televisione.

 Forse, dato che ci si muove nel paesaggio desolato della modernità in rovina, si nota una certa quale prudenza, come a voler evitare ‘fratture’ di contenuto o di linguaggio, ma non è che sia la vocazione di Danae puntare sulla programmazione di rottura.

(Come non è, peraltro, il fulcro degli altri festival indipendenti che arricchiscono la scena di Milano, lo storico e sempre puntuale Da vicino nessuno è normale di Olinda piuttosto che il nuovo vivace Life di Zona K. Chi vuole l’avanguardia oltre ogni limite si deve muovere verso Bruxelles, o chissà).

 Magari viene giù un muro, metaforicamente, con la bella proposta ‘Piani di scavo’ che nasce dal teatro del carcere minorile Beccaria, un luogo della cultura viva collocato per metà dentro le mura della prigione ma in parte proprio fuori, dove andranno a sedersi anche gli spettatori di ‘Danae’.

 E a proposito di evasioni, tornando all’incipit del programma di quest’anno, con quel tono più consono a certe istituzioni per così dire maiuscole, che non al piccolo e prezioso Teatro delle Moire, va pur detto che questa tematica della rovina, invero un po’ cupa e tanto Augé (Marc), è stata dominante tra gli intellettuali soprattutto a cavallo del Secondo Millennio.

Ha un po’ l’età cioè di ‘Danae’ stesso e si lega pure alla raggiunta maturità, per esempio, di artisti tedeschi che sono nati o sono stati bambini negli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale, come l’inquieto scrittore W.G.Sebald o l’arti-star Anselm Kiefer.

 Sarà interessante misurare il potenziale espressivo di generazioni che soltanto adesso sono sfiorate dalla catastrofe. E soprattutto si spera che sia contagiosa la loro ricerca della ‘gioia necessaria’ anche in tempi tanto bui. (p.m.)  

La performer svizzera Ernestyna Orlowska al festival con tre lavori (foto di Margot Roth)

IL PROGRAMMA COMPLETO

Apre la XXVIII edizione di Danae Festival Silvia Gribaudi (martedì 27 e mercoledì 28 ottobre, Teatro Out Off) pluripremiata artista, che focalizza la propria ricerca sull’impatto sociale del corpo, mettendo al centro la comicità e la relazione con il pubblico, con la sua ultima creazione SUSPENDED CHORUS.

A seguire OPERABIANCO di Trickster (venerdì 30 ottobre, Teatro Out Off), dove attraverso le citazioni da Francis Bacon a Buster Keaton, assistiamo a una coreografia magistralmente eseguita dal giovane performer Luca Piomponi: un viaggio tra danza, cinema, pittura e clownerie.

Il corpo è anche al centro del lavoro di Lucia Guarino, CONTENGO MOLTITUDINI studio al di qua e al di là della figura di Pulcinella (sabato 31 ottobre, Fabbrica del Vapore/Spazio Fattoria), che prende ispirazione alla figura di Pulcinella, simbolo dell’uomo che manifesta e resiste attraverso la pratica artistica.

Miranda Secondari, coreografa e performer, con Gherminella (domenica 1 novembre, Teatro Out Off) firma una performance assieme a Nicola Ratti, figura di spicco nell’ambito della sperimentazione sonora.

Silvia Mai (domenica 1 novembre, Fabbrica del Vapore/Sala Cisterne) danzatrice, che in seguito alla sua esperienza da pastora presenta OIKOS (Premio Tuttoteatro Dante Cappelletti 2024) affiancata in scena da un cane, Eco, in cui sonda il confine tra animalità e umanità.

Nicolò Porcelluzzi (mercoledì 4 novembre, Fabbrica del Vapore/Divertimento Ensemble) che ha creato per Danae Flussi d’amore tra narrazione, cinema e performance musicale, un omaggio all’ultimo struggente film del grande cineasta John Cassavetes.

Per la sezione internazionale l’artista multidisciplinare svizzera Ernestyna Orlowska (sabato 31 ottobre, Fabbrica del Vapore/Sala Cisterne) porterà per la prima volta in Italia un trittico costituito da tre lavori site specific in cui performance, video, arte, moda e design si fondono per la creazione di set che mettono giocosamente in discussione gli aspetti chiave della nostra società neoliberista.

La danzatrice e coreografa di origine francese basata in Scozia, Solène Weinachter (sabato 7 e domenica 8 novembre, Fabbrica del Vapore/Spazio Fattoria) con lo spettacolo After All rielabora in forma ironica, con gli stilemi della stand-up comedy, il tema del lutto e della fine della vita. La sua presenza a Danae è realizzata in rete con altre tre realtà nazionali, quali: Gender Bender (Bologna), Wonderland Festival (Brescia), Teatro Camploy di Verona (Verona).

Jack Hunter (domenica 8 novembre, ZONA K) pluripremiato artista di origine scozzese, affetto da PCI (paralisi cerebrale infantile), scrittore, drammaturgo e poeta, campione di poetry slam, sarà presente a Danae in prima nazionale con Curvature of the Soul, uno spettacolo comico e surreale di spoken word.

La regista e performer italo-danese Sara Vilardo (sabato 7 e domenica 8 novembre, Fabbrica del Vapore e spazi urbani) con la performance partecipativa Sirene ispirata all’Odissea e al tema della casa, si sviluppa in un itinerario tra spazi urbani nel quartiere intorno alla Fabbrica del Vapore.

Nell’ambito del suono sperimentale, il festival si sposta nella periferia della città con due progetti speciali. Scala, creato per Danae Festival e curato del sound designer Attila Faravelli (mercoledì 28 e giovedì 29 ottobre, studio Non-Environment e Ex-piscina Parco Trotter) in collaborazione con il gruppo Astri Nascenti, composto da esperti dell’osservazione dei pianeti e delle costellazioni. Una serie di sessioni a turni per piccoli gruppi, che combinano un’esperienza di ascolto unito con un’osservazione astronomica.
Piani di Scavo, a cura del sound designer Davide Tidoni (venerdì 6 novembre, piazzale antistante l’Istituto Penale Minorile Beccaria e Teatro Puntozero Beccaria), propone l’ascolto dell’incredibile racconto, in prima persona, di un tentativo di evasione dal carcere di Favignana nel 1975.

A raccontarlo è Beppe Battaglia, oggi quasi ottantenne, che all’epoca era uno dei detenuti che tentarono di oltrepassare il muro di cinta scavando un tunnel. A seguire, presso Teatro Puntozero Beccaria si terrà un incontro con lo stesso Battaglia, insieme con Luigi Pagano, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale nel Comune di Milano e Luca Villa, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Milano. 

Per la sezione LATERALE, che ospita progetti inediti di vario formato e progetti in fieri,Melania Pallini presenterà @bruttomavero (sabato 7 novembre, Fabbrica del Vapore/Sala Cisterne) un progetto di danza live in dialogo con video-creazioni, caricate su un proprio canale YouTube nato nel 2017, sorta di ‘palcoscenico’ su cui l’autrice si esibisce riprendendosi in improvvisazioni in spazi urbani.

Il collettivo teatrale ALOT, nato nel 2022 e composto da 13 giovani componenti, porta avanti una ricerca sperimentale ibrida tra performance e concerto polifonico, con Su questi testi o, se volete, su questi resti, presenterà alcuni materiali relativi alla nuova creazione KVIRIA, accompagnati dalla documentazione dei viaggi in Georgia in cui la compagnia ha incontrato alcuni cori locali e studiato i loro canti polifonici. 

La sezione Danae InOnda, lo spazio digitale di approfondimento, nato nel 2020 all’interno delle pagine del sito del festival, che esalta la possibilità di analisi intorno alla scena dal vivo senza sostituirla, ospiterà la seconda edizione del progetto audio Impronte, disponibile sul sito durante la programmazione del festival.

Inaugurato lo scorso anno, si tratta di un archivio vivo che si svilupperà nel tempo e che raccoglie testimonianze di artisti e artiste che hanno avuto l’opportunità di abitare lo spazio di residenza artistica del Teatro delle Moire LachesiLAB.

Le “impronte” raccolte per questa sezione di Danae Festival sono a cura di Attila Faravelli, Lorenzo Dino Marchionni, Andrea Dionisi e Francesca Ugolini, Miranda Secondari e Nicola Ratti, Edoardo Mozzanega, Carolina Ellero, Federica Tardito (compagnia tardito/rendina), Francesca Proia.

L’offerta formativa EXTRADANAE di quest’anno vede la proposta di un ciclo intensivo di alta formazione e ricerca nello yoga in relazione alla creazione artistica: Trajectoires du rêve a cura della danzatrice e formatrice Francesca Proia. Qui si incroceranno le tecniche e le pratiche dello yoga con quelle della danza, intesa come condizione di disponibilità a incarnare una pluralità di immagini. Il lavoro procederà attraverso la graduale composizione di un’azione collettiva, in cui le pratiche individuali confluiranno in una forma condivisa e performativa, che culminerà in una presentazione aperta al pubblico il 15 novembre (Fabbrica del Vapore/Sala Cisterne).

Come consuetudine, alla fine di alcuni degli spettacoli in programma sono previsti degli incontri mediati da figure esperte di scena contemporanea e/o delle tematiche affrontate dai lavori, per approfondimenti e scambi con il pubblico.

(dal comunicato stampa)

Per approfondire vedi il sito del festival qui

Per gli spettacoli biglietteria@teatrodellemoire.it; tel. 338 8139995. Tickets acquistabili anche online su DICE

'After All' di Solene Weinachter tra gli ospiti più attesi (foto Lilia Zanetti)

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