Applausi per Lady Marianna del Ring, e per le altre 'sedute a guardare il mare' (o la Vettabia, fa lo stesso)
14.10.2026
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Settimana decisamente piena di proposte cult per appassionati. Si comincia con il solito FOG Performing Arts Festival di Triennale Teatro Milano che - dopo il singolare passaggio al genere ‘post-opera’ con il notevole ‘Dido and Aenas’ di Dewey Dell - vira addirittura sulla musica contemporanea post-minimalista: il 6 ottobre ospita in prima italiana il concerto di Caroline Shaw, compositrice statunitense sofisticata e premiatissima (ha vinto cinque Grammy Awards e il Premio Pulitzer per la Musica). Sarà affiancata per l’occasione sul palco dai newyorkesi Attacca Quartet, tra gli ensemble di musica da camera più importanti al mondo.
N.G.
Sempre da martedì 6 ottobre il Piccolo Teatro, nello Studio Melato, rilancia in edizione definitiva ‘Tacet’ di Jacopo Giacomoni, un lavoro sul silenzio e sul tempo, già vincitore del bando Drammaturgia del College Teatro 2024 alla Biennale di Venezia (dove poi nel 2025 ne è stata tratta una prima lettura scenica). Con la regia di Silvia Costa, che è anche perfomer all’interno dello spettacolo insieme a Gaia Ginevra Giorgi, all’autore stesso Giacomoni e a Renato Grieco, Elena Rivoltini e Matteo Zoppi. ‘E’ un coro di silenzi’- recita la scheda - ‘che attraversa rituali personali e collettivi, come il minuto di raccoglimento negli stadi, in parlamento, in classe, e si articola lungo sei linee che si incontrano, si sovrappongono o procedono parallele, in una sincronicità teatrale di eventi storici e silenzi quotidiani’.
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Da venerdì 9 ottobre a domenica 11 il Teatro Fontana, per la sua pregevole sezione Cantiere Fontana Studio, ripropone ‘Qui vivremo bene: una drammaturgia originale sull'emergenza abitativa’ di Luigi Vittoria / Dopolavoro Stadera. E’ un lavoro che vinto il festival OVER 2025 e ha appena riscosso grande interesse a Bologna, nella rassegna ‘Convergenze’ di Kepler-452: nasce dalle vicende che nel 2018 hanno attraversato il quartiere milanese del Giambellino, tra sgomberi, arresti e mobilitazioni per il diritto alla casa. E ora, con la Spagna in rivolta per il diritto alla casa e la lunga corsa elettorale per Milano ormai aperta, sembra d’ancor più stringente attualità.
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Nel fine settimana batte un gran bel colpo anche il piccolo e vivace Teatro della Contraddizione. Presenta ‘Bruno’ di e con Elisa Canessa e Federico Dimitri, un lavoro che è stato scelto come miglior spettacolo al 22° FIT, il Festival Internazionale di Teatro di Lugano. Trae spunto dalla vita di Bruno Schulz, il grande maestro della letteratura polacca del Novecento (nonché uno dei primi a riproporre 'la questione del padre'), autore anche del celebre ‘La classe morta’ da cui Kantor ha tratto uno dei capisaldi del nuovo teatro. Questo 'Bruno' muove dai personaggi che hanno costellato l’infanzia di Schulz e dalle suggestioni mitologiche dei suoi scritti e dei suoi disegni. In scena il 9 e il 10 ottobre, informazioni e prenotazioni: 025462155
N.B.
Questa piccola provvisoria agenda della settimana teatrale milanese, termina con un appuntamento più che singolare, il 10 e 11 ottobre, sul retropalco di Triennale Teatro Milano. Va in scena Boris Charmatz con ‘Muette’, ‘assolo intimo e radicale, costruito sul silenzio, sul respiro e su ciò che il corpo riesce a dire quando le parole vengono meno’, presentato in anteprima al Festival d’Avignone e riproposto il 3-4 ottobre al Mattatoio di Roma per il REF. Sperimentata e abbandonata l’offerta di diventare erede di fatto della compagnia di Pina Bausch a Wuppertal e tornato alla guida della sua Terrain, Charmatz si rimette platealmente in gioco in prima persona. Nota Bene: volendo non spoilerare altro, considerate che non si tratta di una performance per spettatori schizzinosi, a partire dalla nudità integrale del protagonista.