Convergenze di sguardi diversi sulla realtà, con tre 'restituzioni' stellari al nuovo festival di Bologna
07.07.2026
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All'uscita della prima di 'Swiping Right' di quel tipetto tutto pepe che è Sophie Anna Veelenturf - al suo primo spettacolo, a 25 anni! - s'è appalesato per un attimo tra i capannelli degli ultimi spettatori, di fronte al bar, un bel geco. Un'aquila in divisa nero-borghese-milanese ha fatto quasi un balzo quando se l'è trovato davanti, e il giovane tecnico della produzione, già fuori a fumare, si è un po' adontato che la scoperta della signora avesse fatto scappare subito questo bell'esemplare squamato verde, piovuto dalla tettoia: da qualche minuto vigilava contemplativo i suoi movimenti...O è stato tutto un sogno?
N.B.
Parafrasando con grande faccia tosta le poetiche‘Impressioni teatrali’ di Wisława Szymborska, l'atto più importante di un festival non è uno spettacolo o una performance (nemmeno se segnano il debutto di un talento di cui ci si ricorderà in futuro e nemmeno se fossero persino dei piccoli capolavori): è la comunità umana che occasionalmente si crea intorno, prima e dopo gli appuntamenti, che è unica e, pur per cerchi concentrici, risulta sempre aperta e sorprendente. Nota Bene: questa differenza si traduce anche in una diversa confidenza, di cui la presenza di un pubblico più fresco rispetto a quello tradizionale dei teatri è insieme effetto e concausa.
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Uno dei veri punti critici di questo festival è il bar della Fabbrica del Vapore. Per carità, sono tutti carinissimi, ma troppo spesso, negli orari canonici in cui ci sarebbe più bisogno di generi di conforto, il locale pubblico è chiuso per feste private. Gli stramaledetti 'eveeenti' a invito che rendono Milano odiosa agli esclusi, tra l'altro, sarebbero quasi un tema da LIFE (o è meglio suggerirlo a Immersioni?). S'aggiunga che, intorno all'orario di 'aperi-cena' il 9 e l'11 maggio, le feste private erano una per la mostra sul pane Sacred bread e l'altra per la marca di pasta integrale Tristia (se ci mandate qualche pacco in omaggio mettiamo il nome giusto!, ndr). Una beffa per gli affamati spettatori della Cattedrale.
7+
Nessun problema con il bar per la truppa più sveglia di frequentatori del Festival, che si portano da casa 'schiscette' e bottiglie termiche in grandi zaini pieni zeppi, come quello di Giulia, oppure, meglio ancora, approfittano degli occasionali buffet per le mostre. Notato il successo delle varie bevande ai 'finissage' (sì c'è stato anche qualche 'vernissage' al rovescio!) nell'Atelier Cisterne, nel tardo pomeriggio di lunedì 11 maggio. Botta e risposta colta al volo: il fotografo del festival Luca Del Pia prova a scambiare qualche battuta con un'agguerrita pattuglia accademico-artistica ed esordisce con l'osservazione: 'ma voi siete sempre con il bicchiere in mano?!?'. E la ragazza più alta risponde ridendo: 'Eh, del resto noi siamo con drama...holic!'
8
Diciamo la verità, le magnifiche Valentine K. e P., per così dire le maggiori delle Sette Sorelle di Zona K, sembrano persone non poco travolte dai mille impegni, sempre un filo affannate. Così nel front-desk del secondo LIFE si nota subito tanto la calma solare della nuova collaboratrice di Federica per l'impegnativo incarico della biglietteria: è Melissa, di nome e di fatto, si direbbe. Lode a parte anche per 'SBiancatutto', nuovo ingaggio multi-tasker per il Festival, già forte di una certa esperienza nel ramo: un giorno spunta nell'ufficio stampa accanto a Renata Viola, l'altro all'ingresso, il successivo in teatro con la cuffia, quello dopo ancora a gestire le equipe degli artisti...