Da 'Infinita bellezza' a 'Un bambino' per cinque giorni gli Under35 vanno in vetrina. Pardon, in 'iper-vetrina'!

Immagine grafica di Chiara Dattola per 'Histryo Festival'

'Histryo festival' offre ogni anno a Milano un primo panorama selezionato di quel che si muove sulla scena teatrale 'under 35', al netto della precarietà di queste categorie di classi d'età e di un po' di legittima enfasi retorica ('L’ipervetrina della scena nazionale under 35, frutto del lavoro di visione di 50 50 fra critici e studiosi di teatro').

Il programma comunicato prevede l'apertura, martedì 15 settembre (ore 19), all'Elfo Puccini con “Infinita bellezza” dell’attrice, drammaturga e regista Claudia Manuelli, affiancata in scena da Marcos Piacentini, spettacolo di Fondamenta Zero vincitore del Premio Scenario 2025: un libretto di istruzioni consegnato al pubblico diventa il motore narrativo dello spettacolo, generando un gioco continuo tra ciò che si legge e ciò che accade in scena.

Segue “Vita di San Genesio” della compagnia Ctrl+Alt+Canc (ore 21): partendo dalla vita di San Genesio, protettore della gente di teatro, attore e mimo nella Roma del 300 d.C. martire e autore sulla scena di un miracolo imprevisto, si interroga sul mondo attuale del teatro dominato da sacrifici e abitato da attori vinti dalla sensazione di non essere mai abbastanza e di dover compiere un miracolo ogni volta. 

Mercoledì 16 settembre (ore 15) si terrà a ingresso libero la terza edizione di Bridge the gap, momento di riflessione collettiva tra organizzatori, artisti, critici e operatori intorno alla “scena under 35”: tema di quest’anno sarà “Direttori under 35, chi sono, dove sono e come lavorano”, che indagherà tra le altre cose il lavoro dei direttori e direttrici nominati “per decreto” dai Teatri Nazionali.

Scritto e diretto da Sofia Russotto, “Gente spaesata” (ore 19) vede protagonisti due ragazzi senza desideri né scopi che discutono su come cambiare il mondo affogando i loro pensieri tra musica, alcol e cocaina, finché non arriva una giovane donna a sconvolgere il fragile equilibrio. “Ballavamo sempre” dei BumBumFritz (ore 20.30) intreccia i ricordi di più di cento persone anziane, soprattutto canzoni, con la musica elettronica, per riflettere su come siamo cambiati negli ultimi anni e su che cosa siamo capaci di ricordare oggi.  

Giovedì 17 settembre (ore 19) arriva in scena “Souvenir” della compagnia pisana Punto di Fuga, che utilizza il teatro fisico e di figura (maschera, ed ombre) per affrontare i temi del ricordo, del tempo, del sogno, che convergono nel presente di Jean, un anziano signore alle prese con il suo trasloco. A seguire, “Io sono verticale” (ore 21) di e con Francesca Astrei, sul rapporto tra la sofferenza interiore e quella di chi resta accanto, impotente, e sulla possibilità di far comunicare il mondo di dentro con il mondo di fuori per limitare il dolore da entrambe le parti.

Venerdì 18 settembre torna in scena Francesca Astrei, e lo fa insieme a Grazia Capraro e a Giulia Trippetta, nello spettacolo “S.P. 33” scritto e diretto da Giulia Bartolini (ore 19). Mary torna dopo undici anni a casa, dove due sorelle ormai non l’aspettano più, in un paese di 515 anime: la provincia che divora tutto.

Mine-Haha – ovvero dell’educazione fisica delle fanciulle” (ore 21) con Matilde Bernardi, diretta da Marco Corsucci, dal romanzo di Frank Wedekind (prima edizione 1903), mette l’accento sulla relazione tra sguardo, corpo ed educazione, e indaga, attraverso la scena, i rapporti di potere che corrono tra chi guarda e chi viene guardato.

Vincitore Next Regione Lombardia 2025, in scena sabato 19 settembre (ore 19), “Tecniche di lavoro di gruppo – appunti per uno schiuma party” di e con Pietro Cerchiello è «liberamente ispirato a una storia molto vera», e racconta, dalle prime lezioni al saggio finale, un laboratorio teatrale tenuto in una scuola media della più remota periferia.

A seguire, dall’“Hamlet” shakespeariano, nella traduzione, regia, drammaturgia e interpretazione di Valentino Mannias, accompagnato dalle musiche dal vivo di Luca SpanuHamlet in purple” (ore 21) vede un attore, una marionetta, cinque burattini e un musicista domandarsi che cosa può essere il teatro quando tutto sembra finito.

Il programma di spettacoli si concluderà ogni giorno, in seconda serata, con una lettura scenica (i cast sono ancora in via di definizione) realizzata da Situazione Drammatica/Progetto Il copione, a cura di Tindaro Granata con la collaborazione di Renato Gabrielli

L’apocalisse o quel che rimane” di Emanuele Sicignano e Aurelio Vatteroni, testo segnalato al Premio Hystrio Scritture di Scena 2026, in cui eventi molto diversi, più o meno surreali, riconducono il lettore/spettatore a una sola domanda: se la fine è vicina, o è già avvenuta, “è ancora possibile oggi fare la rivoluzione?” (martedì 15 settembre, ore 22.30).

La rabbia che ho in corpo” di Francesco Toscani, Premio Riccione “Pier Vittorio Tondelli” 2025, vede intrecciarsi le esistenze di quattro persone sole, tutte bisognose dell’altro, sia seduttrici che sedotte, che però durante la ricerca di cambiamento dovranno infrangersi contro le forze gelide dei soldi e del tempo (mercoledì 16 settembre, ore 22).

Atlante. Oggi splende il sol” di Verdiana Vono parte dal titano della mitologia greca che regge il peso del mondo sulle spalle per soffermarsi sulla resistenza che oggi bisogna esercitare per non lasciarsi schiacciare dai drammi e dai pesi del presente (giovedì 17 settembre, ore 22). 

Lettura scenica in collaborazione con VesuvioteatroRacconti per ricominciare, “Il mostro o quello che più che un abbraccio sembrava un sequestro di persona” di Mattia Guzzi racconta di come, ogni volta, nella vita di ognuno di noi, ci si ritrova condannati a nuovi inizi, a ricominciare qualcosa, con amarezza e coraggio: anche innamorarsi (venerdì 18 settembre, ore 22).

Segnalato al Premio Hystrio Scritture di Scena 2026, “Tecnica di concimazione umana” di Samuele Finocchiaro narra la storia di un uomo come tanti, incapace di assumersi le sue responsabilità e trascinato in una spirale di rimozione e violenza che culmina in un incidente irreversibile (sabato 19 settembre, ore 22). 

Domenica 20 settembre in apertura della serata alle 18,30, il testo vincitore del Premio Hystrio Scritture di Scena 2026, “Un bambino” di Marco Trotta vedrà una sua prima mise en espace diretta da Claudio Autelli (cast in via di definizione): il protagonista, un giovane uomo di 35 anni, che vive all’ombra del passato e nella frustrazione del presente, riscopre il senso della vita grazie a un bambino di pochi mesi abbandonato nell’androne del suo palazzo. 

Chiude Hystrio Festival 2026 l’immancabile serata-evento (ingresso libero fino a esaurimento posti) del Premio Hystrio 2026, giunto alla trentacinquesima edizione: e qui si ritorna un po' ai soliti nomi di richiamo, con riconoscimenti più che meritati - per carità! -, ma quanto meno scontati e un po' tanto di giro (ci sono anche giurati tra i premiati).

E giusto per non buttarla lì a casaccio, prendiamo l'altisonante nome che s'aggiudica il Premio Interpretazione, cioè Vinicio Marchioni, nell'anno in cui s'è cimentato in un singolare 'Riccardo III' con Antonio Latella.

Bravo, bravissimo, ma siamo sicuri che non siano stati una spanna sopra - per prendere i primi esempi che sovvengono allo spettatore appassionato - un Alessandro Berti filosofo nel notevolissimo 'Atomica' di Muta Imago a confronto con la lucida follia di un sempre travolgente Gabriele Portoghese?

'Vita di San Genesio' della compagnia Ctrl+Alt+Canc all'Elfo Puccini in apertura di Histryo Festival il 15 settembre all'Elfo Puccini(foto di Ivan Nocera)

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