Festival Danza Estate di Bergamo sceglie di stare sulla soglia, per fare esercizi alquanto virtuosi di attraversamento
27.08.2026
S'intitola Esercizi sulla soglia la 38ma edizione del Festival Danza Estate di Bergamo, che dal 27 agosto al 13 settembre 2026 presenterà 18 spettacoli (di cui 4 anteprime, 2 prime assolute, 5 produzioni internazionali) chiamando 20 tra artisti e compagnie diversi in 13 luoghi della città.
Il titolo è una sorta d'invito ad 'un'azione collettiva' - spiega il comunicato stampa - 'che intende la soglia non come confine che separa, ma come spazio attivo di contatto, un territorio poroso in cui i corpi si muovono e gli sguardi si incontrano, senza la necessità stringente di raggiungere una meta predefinita'.
Gli Esercizi sulla soglia di Bergamo 2026 si fanno particolarmente notare per originalità e pluralità di proposte, nonché grazie alla notevole presenza di artisti francesi e alla rinnovata attenzione a compagnie e a performers giovani.
Il programma ufficiale inaugura giovedì 27 agosto negli spazi di gres art 671 con 'Manifestus' di Jacopo Jenna, un lavoro per tre danzatori in cui la scrittura coreografica incontra la street-dance con le musiche di Bienoise. Sempre a gres art 671, venerdì 28 agosto, appuntamento di rilievo con la compagnia mk di Michele Di Stefano - partner del Festival stesso - che presenterà in anteprima la nuova produzione 'Smoking Rooms', in versione site-specific.
Lo spettacolo, coprodotto da Torino Danza, evoca, con l'originale linguaggio che è valso a Di Stefano vari riconoscimenti tra cui un Leone d'argento a Biennale Danza Venezia, 'l’atmosfera sospesa di luoghi nei quali i corpi vengono convocati per una prossimità forzata: una sala d’attesa, un’anticamera, il dietro le quinte di un teatro. Quel che appare è un ambiente complesso e fragile, che è il risultato di accordi e simbiosi stratificate, una specie di barriera corallina che risolve ogni secondo la propria fragilità'.
Sabato 29 agosto la programmazione si fa tripla e si sposta nel cuore storico della città: dopo l'apertura pomeridiana del progetto Spazio MURA al Baluardo San Giovanni, la serata prosegue al Teatro Renzo Vescovi, nel suggestivo Chiostro del Carmine: prima con 'Horizon Koiné – Bolero' di Masako Matsushita e, a seguire, con 'Mondo' di Gennaro Lauro, interprete per registi e coreografi del calibro di Romeo Castellucci e Cindy Van Acker. Si conclude la serata, sempre nella cornice di Bergamo Alta, con un extra-festival per la Festa di Sant'Alessandro.
Domenica 30 agosto ci si sposta invece in un contesto di architettura sportiva urbana, la Palestra Tobagi, che ospiterà il riallestimento di 'Plutone' di Elisabetta Consonni, interpretato da Marta Ciappina, Olimpia Fortuni e Melania Pallini.
La seconda settimana del festival si apre con il primo appuntamento del Focus dedicato alla danza francese, mercoledì 2 settembre, nella Sala dell’Orologio CULT! con l'artista franco-ruandese Dorothée Munyaneza in 'A capella', una performance di danza e canto poliglotta. In apertura di serata, sempre in Sala dell’Orologio, la versione site specific di 'Appunti per il sole' di Daniele Albanese.
Dorothae Munyaneza è un’artista multidisciplinare che attraversa musica, canto, parola e movimento per creare spazi di risonanza e di possibilità. Le sue creazioni nascono dalla pluralità della sua eredità culturale: l’infanzia in Rwanda, i quattordici anni vissuti a Londra, il trasferimento a Parigi e poi l’approdo a Marsiglia. Da questo intreccio prendono forma dialoghi con artiste e artisti invitati, pensati per accogliere e celebrare le voci messe a tacere e per rendere visibili le ferite della storia.
Venerdì 5 settembre la Sala dell’Orologio CULT! si fa teatro di una doppia proposta di alto livello artistico e sociale: si parte con 'Cuna' di Giuseppe Comuniello (prodotto dal Teatro Danzabile di Lugano), un'esperienza sensoriale accessibile anche a persone non vedenti, seguito da 'Fatigue' di Irene Russolillo, coproduzione italo-armena che unisce corpo e voce per esplorare i confini delle politiche migratorie.
Sabato 6 settembre il festival si sposta nell'adiacente Auditorium CULT! per il debutto in prima assoluta di 'Fear of the Dark', nuova produzione del collettivo milanese Cult of Magic, seconda compagnia partner del triennio 2025-2027 supportata stabilmente dal Bergamo FDE.
La terza settimana si apre negli spazi di DASTE martedì 8 settembre con il coreografo francese Simon Le Borgne insieme al musicista Ulysse Zangs in 'Ad Libitum', spettacolo già acclamato alla Biennale danza di Lione.
Mercoledì 9 settembre, sempre a DASTE, i riflettori si accendono sulla coreografia under 35 con la serata evento 'This Must be the Space', che vedrà andare in scena due anteprime selezionate dalla open call condivisa con MILANOLTRE: 'Settembre non arriverà mai' di Noemi Piva e 'Love Parade' di Glenda Gheller. Completa la serata 'Figlia Santa' di Ludovica Messina e Sergio Beercock.
Venerdì 11 settembre, l'ultimo appuntamento a DASTE chiude il focus Francia, con il nuovo 'Mirlitons', François Chaignaud (neo-direttore del CCN de Caen), potente duetto con il beatboxer Aymeric Hainaux.
La parola “mirliton” può indicare molte cose: un piccolo strumento a fiato, un verso semplice e scherzoso, un dolcetto alle mandorle o persino un cappello. In questo caso, però, il duo Chaignaud-Hainaux costruisce qualcosa di diverso: uno spazio di gioco che, a tratti, sembra trasformarsi in un’arena.
E' un'occasione significativa per prendere conoscenza con la nuova stagione del celebre artista francese, in grado sempre di mettere a punto proposte originali e decisamente in equilibrio sul limite tra pop e cult. Stavolta sceglie un altro nuovo singolare interlocutore, che si presenta in modo alquanto originale.
'Hainaux “suona ciò che accade”: le sue performance sono una musica dell’istante presente, attenta al silenzio e al movimento', scrive Aymeric nel suo profilo. 'Senza loop pedal, utilizza soltanto un microfono, alcune campane, un’armonica e, talvolta, un lettore di cassette, sempre suonati esclusivamente dal vivo e in tempo reale.
Nel 2005 ha iniziato una tournèe solista in autostop. Un’avventura durata otto anni, durante la quale ha percorso 40mila chilometri all’anno, portando in scena 700 performance in tre continenti.
Nel 2013, insieme al banjoista Staphane Barascud, ha creato il duo di musica brut Cantenac Dagar, che ha proposto un rituel pour l’invention d’une sensibilita radicale al Sonic Protest Festival nel 2017. Il gruppo ha pubblicato una decina di dischi e questo duo resta il principale progetto musicale di Hainaux'.
Tradizionale finale del Festival, domenica 13 settembre, con doppio appuntamento nei principali teatri cittadini: si comincia al Teatro Renzo Vescovi con la prima assoluta di 'Limbo' di Fabritia D'Intino affiancata dal musicista Federico Scettri, per poi concludere nel Teatro Sociale con Virgilio Sieni e la sua nuova creazione 'Sulla leggerezza', lavoro interpretato da otto danzatori e ispirato a Italo Calvino.