E ora 'Le Salon revisited' per scavare alle origini del magico 'guardonismo' di Franck e Gabriela

'Carmen' a Salzburger Festspiele 2026

 Che gioia poter rivedere e di nuovo applaudire entusiasti il fortunato ‘DIPTYCH’, lo spettacolo che ha consacrato i Peeping Tom come nuovi protagonisti del teatro-danza europeo, sul grande palcoscenico del Teatro Comunale di Bolzano. Si poteva notare anche tanto di Franck Chartier regista sul palco, seminascosto dalla tenda di sinistra, con il solito cappellino con visiera in testa ma senza l’abituale mezzo sigaro in bocca.

Il cofondatore dei Peeping Tom, francese originario di Rouen (cittadina della Loira che si estende tra i monti del Beaujolais e della Madeleine) era a Bolzano Danza per questa riproposta che segna soltanto il primo dei più prestigiosi appuntamenti del cartellone di questa bella manifestazione.

Chartier nel 1999 ha dato vita con l’italo-argentina Gabriela Carrizo alla compagnia fiamminga, il cui singolare logo allude alla linea editoriale iper-realista che si concretizza nella creazione ogni volta di un ambiente chiuso dove accadono fatti non ordinari da offrire al ‘guardonismo’ del pubblico.

 Con gli anni e le occasioni, i fortunati che rivedono questo grande spettacolo di successo e conoscono pure le produzioni più recenti, e meno universalmente apprezzate, possono notare meglio la diversità originale dei due creatori, che per fortuna non si sono separati seppur da qualche stagione tendono a prendere anche strade diverse. 

 Risulta post-hitchcockiano puro ’The missing door’ di Carrizo, il lavoro che apre il dittico che fu creato per Nederlands Dans Theater 1 (NDT 1) prima di diventare il pezzo forte dei Peeping Tom.

Nel secondo brano, ‘The lost room’ (e, a dire il vero, già nel cambio-scena a vista), si sale inevitabilmente sopra le righe, con tocchi decisamente più ‘charteriani’.

In seguito, nel 2017 il dittico costruito tra 2013 e 2015 è stato ampliato a un ‘TRIPTYCH’, con ‘Adrift’ nel 2017, sempre per NDT1, lavoro poi abbandonato in ambito Peeping Tom per fare spazio, nel 2020, alla nuova terza parte ‘The hidden floor’, spettacolarissima e anch’essa ‘charteriana’.

Dalla prima parte di DIPTYCH a Bolzano Danza (foto di Andrea Macchia)

 Come si è visto bene nell’ultimo ambiziosissimo ’S 62° 58’, W 60° 39’ - titolo che riporta le coordinate geografiche della Deception Island nell’Artico, dove s’è incagliata la nave teatro dello spettacolo - Franck tende decisamente a privilegiare i sapori forti e a non rinunciare a una certa ambizione metateatrale.

 Nel caso di quest'ultimo spettacolo glaciale solo d'ambientazione, prodotto da KVS Bruxelles con Biennale Dance Lyon dove è stato presentato nel 2023, Chartier ha confezionato proprio un ‘saucisson vigneron’, per dirla con una specialità delle sue parti, di ardua digeribilità, che a tutta prima ha fatto persino saltare sulla sedia e uscire qualche spettatore irritabile, per non dire quanto poco sia piaciuto a certa critica.

 Deve essere andato leggermente di traverso anche a Carrizo, per quel finale auto-erotico insistito e un po’ machista, al punto che qualche appassionato malizioso ha letto persino in ‘Chroniques’ del 2025, firmato dalla sola Gabriela, con quei cinque corpi virili che sfidano il ridicolo per inseguire l’immortalità, una sorta di risposta indiretta al dichiarato delirio creativo da naufragio artico del compagno Franck. 

 Certo, tra parentesi, sarebbe interessante poter rivedere adesso, più a freddo, per così dire, e magari uno dietro l’altro, questi due spettacoli, ma è alquanto difficile, se non impossibile.

 Venendo a Gabriela Carrizo, si sa che non è riuscita ad arrivare a Bolzano perché impegnata a Salisburgo nell’allestimento di una nuova ‘Carmen’ per Salzburger Festpiele.

La prestigiosa prima è annunciata in cartellone per il 26 luglio e le aspettative sono alte anche per l’intendimento dichiarato di reinterpretare l’opera di Bizet in chiave contemporanea, con uno scavo del contesto non soltanto familiare ma in qualche modo sociale, legato ai pregiudizi xenofobo e classista nella quale si consuma la storia d’amore e di coltello (una serigrafia della serie ‘Knives’ di Andy Wharol campeggia in locandina).

 Per Carrizo è un’occasione straordinaria: non capita tutti i giorni a una donna e, per giunta di formazione ballerina e coreografa, poter firmare un grande lavoro per il festival mozartiano dove si alternano da anni il fior fiore dei registi del teatro artistico: se il suo percorso di coreografa è stato illuminato e trasformato dalla visione di uno spettacolo di Bob Wilson, come ha raccontato, Salisburgo è sicuramente un punto di arrivo. 

 In ogni caso, Carmen o meno, l’armonia regna comunque sempre sovrana nel gruppo dei Peeping Tom, anche solo a giudicare dal dopo-DIPTYCH a Bolzano, nello spazio denominato BoDa (con bar in uno stand e spazio per il djset nel giardino all’aperto di fronte al teatro): i ballerini si sono allegramente seduti a rifocillarsi con bevande e qualche pezzo di pizza insieme con Franck, tra selfie e battute, ricevendo ancora un po’ di complimenti dagli spettatori.

 Curiosità a latere dell’edizione bolzanina di DIPTYCH, la presenza in scena nei panni del facchino con valigie nel finale, di una comparsa locale, Alfonso Masi, professore e teatrante per passione, che si è impegnato per anni in lavori di divulgazione della poesia italiana.

Classe 1943, d’origine bolognese, cresciuto nella stessa via Paolo Fabbri resa celebre da un album del cantautore Francesco Guccini, Alfonso è il padre del vicedirettore generale della Fondazione Haydn, che organizza il festival, Emanuele Masi, già impareggiabile curatore proprio della stessa rassegna altoatesina e talent-scout di riconosciute capacità. 

Un momento di DIPTYCH, seconda parte, a Bolzano (foto di Andrea Macchia)

 E’ anche emersa a margine di questa ripresa di DIPTYCH la notizia che il produttore di Gent Frans Brood ha completato la compagine di teatri e festival che finanzieranno il prossimo ‘Le Salon revisited’ dei Peeping Tom, annunciato in prima mondiale a dicembre nel KVS di Bruxelles, dopo un’anteprima all’Opéra de Reims il 27 novembre.

Il progetto segna il remake dello storico lavoro che nel 2004 ha segnato lo stile della compagnia, ‘Le Salon’, che si svolge in un salotto dove tre generazioni di una famiglia si confrontano sulle ‘coazioni a ripetere’ anche gli errori dei genitori o sul superamento degli stessi snodi e la maturità (in scena tre ballerini, un cantante, un attore e un bambino).

 E fa piacere sapere che saranno della partita anche i tre tradizionali partner italiani dei Peeping Tom, il Festival Aperto de I Teatri a Reggio Emilia, Torinodanza e Triennale Teatro Milano. Appuntamento dunque al 2027.

'Le Salon revisited' di Peeping Tom, in Italia nel 2027 (screenshot da fransbrood.com)

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