Primi timidi cenni di una ripresa notevole anche - o soprattutto - per l'impegno sociale, da Rovereto a Udine passando per Milano

Il poster del nuovo 'Oriente Occidente', da 'F*cking future' di Marco da Silva Ferreira

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Grandi nomi sì, 'per due'

Doppio gran finale, con una nuova coreografia di Marcos Morau il 10 e l'omaggio a Bach di Emanuel Gat, per il 46mo Oriente Occidente apertosi con un altro doppio appuntamento cult, il classico ‘May B’ di Maguy Marin e il travolgente ‘F*cking future’ di Marco da Silva Ferreira. Ma, aldilà dei nomi, fiore all’occhiello di Rovereto è da sempre la spiccata attenzione al sociale e all'accessibilità. La novità 2026 è 'Una poltrona per due', che nasce da una raccolta fondi di 10 mila euro, e offre attività di mediazione culturale e biglietti gratuiti per persone e comunità che difficilmente potrebbero trovare i soldi per la cultura. Un esempio da imitare, in un mondo dove le emozioni artistiche rischiano di diventare un lusso per borghesi viziati.

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Maguy vuol lasciare il segno

A proposito di Rovereto, indimenticabile l’intemerata anti-disciplinare di Maguy Marin, collegata con la platea del Teatro Zandonai dopo ‘May B’ che è stato riproposto dal Festival a 40 anni (chapeau!) dal primo debutto per Oriente Occidente. Richiesta di spiegare se la sua traiettoria artistica ha virato in questo ultimo periodo verso una sorta di 'rarefazione del segno coreografico', la magistrale 'pasionaria' ormai 75enne ha risposto: ‘alla mia età ho raggiunto la consapevolezza che non ha più senso perdere del tempo e delle energie per fare un balletto, nel mondo in cui viviamo oggi soprattutto. La danza non è una questione tecnica, quel che conta è soltanto l’urgenza di dire qualcosa contro la situazione scandalosa in cui stiamo vivendo. Casomai l’unica certezza è che si tratti di un mezzo ancora in grado, come il teatro, di lavorare su emozioni molto più profonde di quelle che la società contemporanea propone quotidianamente’. Un vero mito dramaholico, MM!

7+

Nel nostro Piccolo, ci proviamo

Tra i cenni di una buona ripresa non si può non segnalare la doppia riproposta culturale e sociale del Piccolo Teatro di Milano, con ‘Poesia sostantivo femminile’ (tre serate, la prima il 10 settembre) e l’appuntamento con il festival ‘Immersioni’ (dal 9 settembre) che cerca di portare il teatro diffusamente nella città e la città nelle sale del Piccolo. Sarà decisamente interessante valutare se, proprio alla vigilia del lancio della sfida politica per la tornata elettorale municipale, il Piccolo darà di nuovo spazio anche a voci radicalmente critiche sulle contraddizioni di fondo di quella che fu considerata la ‘capitale morale’ e che pare oggi una riserva di lusso per le élites della società affluente, nonché la classica meta metropolitana per ‘overtourism’…

N.G.

'En attendant' Tiago Rodrigues

A proposito d'impegno sociale, Paolo Di Stefano (ottimo autore del testo del grande successo dell’ultima stagione, 'Miracolo a Milano') vedrà riportato in scena, martedì 8 settembre, nel Cortile di Palazzo Citterio, il suo romanzo-verità ‘La catastròfa’, con una drammaturgia corale, firmata con Etta Scollo (musiche e canzoni) e Leonardo De Colle (voce recitante), in occasione del 70° anniversario della tragedia di Marcinelle. Lo spettacolo è una produzione del Piccolo Teatro di Milano, diretta da Riccardo Frati. La stagione vera e propria del teatro si aprirà poi il 29 settembre con il nuovo spettacolo ‘Coro degli amanti’ di Tiago Rodrigues, primo atteso lavoro tutto italiano del regista portoghese che è anche direttore del Festival d’Avignone.

N.B.

'I Turcs' da PPP firmati Serra

Occasione di prim'ordine per una gita da veri appassionati: il CSS del Friuli Venezia Giulia - da decenni uno dei migliori teatri pubblici italiani - presenta in anteprima l'11 e il 12 settembre al Teatro Nuovo Giovanni da Udine il nuovo spettacolo diretto da Alessandro Serra che affronta il capolavoro in lingua friulana di Pier Paolo Pasolini, 'I Turcs tal Friùl’, in una singolare lettura scenica cantata. Questa proposta è il cuore di un percorso dedicato ai 50 anni dal terremoto del Friuli, che intreccia memoria, identità e futuro. Nella seconda metà di ottobre - Nota Bene - è prevista una mini-tournée ancora più cult nei luoghi dello scrittore e del terremoto: il 20 ottobre al Teatro Pasolini di Cervignano del Friuli (UD); il 21 ottobre al Teatro Pasolini di Casarsa della Delizia (PN); il 22 ottobre Teatro Sociale a Gemona del Friuli (UD).

'I Turcs tal Friùl' di Alessandro Serra da Pier Paolo Pasolini, a Udine l'11 e 12 settembre

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