Convergenze di sguardi diversi sulla realtà, con tre 'restituzioni' stellari al nuovo festival di Bologna
07.07.2026
4 maggio 2026, Cisterne della Fabbrica del Vapore.
Nel momento in cui il regista Julian Hetzel nomina la frase del titolo è da circa un’ora che il talk “Tempi polarizzati” va avanti. Seduto tra Giorgia Serughetti, politologa e docente di Filosofia Politica all'Università Bicocca di Milano, e Ira Rubini, giornalista di Radio Popolare e moderatrice dell’incontro, racconta dell'ispirazione dietro il suo spettacolo Three Times Left is Right.
Portato in scena il 3 e il 4 maggio alla Cattedrale della Fabbrica del Vapore, con gli attori Josse De Pauw e Kristien De Proost che interpretano marito e moglie dagli ideali politici rispettivamente diversi: le loro animate discussioni sugli ideali di sinistra e di destra costruiscono l’intero spettacolo dove la convivenza diventa luogo di scontro estremo.
Hetzel indaga dunque i meccanismi della polarizzazione politica all’interno di una sfera quotidiana e intima, usandola però anche come metafora dell’attuale condizione politica e sociale europea.
La sua ricerca inizia dall’ascesa della “nuova” destra nei paesi germanofoni e dalla sua decisione di guardare “dall’altro lato” per comprenderla al meglio: e allora giù a consumare libri, articoli, notizie e post che “vedono gli stessi problemi della società, ma offrono soluzioni diverse”.
Saltando tra i vari prodotti culturali incontra il libro “Living with the left” (2017) della scrittrice Caroline Sommerfeld: un manuale per i seguaci di destra su come riconoscere la cultura di sinistra e rispondere ai suoi attacchi. Molto accurato, commenta Hetzel, nella ricostruzione dell’“altro pensiero”, ed è interessante come i termini di quest’ultimo vengano riappropriati e depotenziati dalla destra.
Un meccanismo di contronarrazione che Serughetti riconosce bene anche in Italia, dove questo gioco di riflessi, improntato sulla trasformazione delle idee in pericolo, viene importato dall’estero in difesa di un progetto di fatto razzista e sessista.
Quello che colpisce soprattutto il regista tedesco però è il matrimonio di Sommerfeld. È infatti questa l’ispirazione primaria dello spettacolo poiché suo marito è Helmut Lethen, noto accademico di sinistra che Hetzel già ben conosceva, e ciò lo porta a chiedersi fin dove è possibile la convivenza tra estremi. La coppia si presenta quindi come il perfetto alibi per esporre le ipocrisie di entrambi gli schieramenti.
Seppur infatti si riconosca e si condanni come la propaganda di destra spesso cammuffi un’ideologia di supremazia, non si può negare che l’ideologia di sinistra, operativa nel riconoscere diritti costituzionali, più volte nella sua propaganda venga estremizzata e contorta. Del resto, 'l'ideologia è come l'alito cattivo, sono sempre gli altri ad averlo!'.
Come ricorda Serughetti è pericoloso metterle sullo stesso piano, e anche demonizzare troppo l'ideologia, che in fondo è anche 'cosa buona e giusta'. Ma l’obiettivo di Hetzel è diverso: far riconoscere al pubblico come la cultura sia un’arma da entrambi i lati e di come essa stia scivolando di mano alla sinistra. Mani di burro che fronteggiano un tentativo di egemonia culturale in atto da decenni e che sta raccogliendo ora i suoi frutti, soprattutto tra le nuove generazioni (esordisce una voce in sala: “per fortuna in Italia hanno utilizzato quelli [i ministri della cultura]").
Durante il talk non è stato proclamato nessun chiaro piano di battaglia, se non l’esortazione di Hetzel alla sinistra di reclamare l’humor. Perché l’ha perso? E perché invece la destra ride un sacco?
Abbiamo perso la connessione col corpo, dice, e l’humor è sempre stata l’arma delle persone non al potere. Sveglia! Ribadisce Hetzel: la normalizzazione della perdita delle proprie idee accelera sempre più e la comunicazione odierna non accetta la complessità, dobbiamo trovare nuove modalità per riunirci!
Ma riunirci chi? Serughetti si domanda se accogliere e far esprimere l’estremo sia la scelta migliore rispetto ad escluderlo in un silenzio che porta alla radicalizzazione.
Ma questo forse è già stato escluso a tavolino prima del talk poiché, effettivamente, tra coloro che stanno parlando al pubblico non sembra esseci stato nessun rappresentante de “l’altro lato”. Non era l'occasione giusta, forse, è vero, ma...