Testimoniare è una Dis-Posizione: note sul settore sinistro della fila centrale della platea milanese per 'Three Times Left is Right'

Uomo che si angoscia per il suo braccio destro teso, comprensibile la sua solitudine (schizzo dell'autrice)

Dis-Posizione: 1 essere collocati spazialmente in un determinato ordine; 2 essere inclini all’apertura verso l’altro, ricettivi.

Abbiamo la differenza fra spettatori e testimoni!

Viene commentato come un oracolo dopo aver assistito alla performance di Julian Hetzel “Three Times Left is Right”: la collocazione nello spazio inficia la visione e dunque l’eredità posteriore. Platea, settore laterale sinistro (maybe sitting on the Right would have been the Right choice) è il perno da cui un campo visivo si apre, da lì il cono di possibilità è definito.

Nell’ipomotricità i sensi si attivano e lo spettacolo inizia. Finestra aperta su un cortile: accadono cose. Soprattutto se il cruccio del regista si fonda sui limiti fra narrazione e realtà: alla realtà si reagisce con dinamismo, alla narrazione con stasi. Circa.

Il teatro post-postumo post it-moderno è un sadico provocatore del suo pubblico: l’universo in cui le persone e le cose sono poste mette in dubbio ogni tipo di verità.

Ma è svenuta davvero?

Nonostante i 'trigger warning' iniziali sulle luci strobo, in terza fila, una immobile Pietà michelangiolesca si interpone alla storia e solo chi è dis-posto a favore del quadro può discutere della propria condizione liminale: agire e diventare attori di un contesto, rispettare l’inazione scaricando le proprie responsabilità a chi di dovere, oppure dubitare che anche un malore non sia parte di un racconto costruito ad hoc?

Ma qui s’insinua un dubbio che il regista aveva posto al Dialogo antecedente la rappresentazione: chi sono gli spettatori e chi i testimoni? Sorvolando sulla tracotanza nel pensare che manchi in questo spettro il pubblico come ente di spettrale ricezione, la questione è ridimensionata:

Gli spettatori sono coloro che assistono con int-

affermazione di poco conto, mentre:

Se si è Testimoni qualcosa oltre ad essere rappresentato, accade in scena.

Da ciò a cui si compartecipa, stando seduti, si ricava un senso di responsabilità che non permette di eludere in alcun modo la maglia empatica intessuta con il teatro e il suo ecosistema. Emerge una sorta di sacralità da questo discorso: il tacito consenso e l’inazione (leggi non scritte dell’esperienza di platea) rendono l’astante completamente complice dei miracoli e colpe compiutisi.

Se un sacrificio si è consumato davanti ad un altare, di quel sangue tutti si sono macchiati.

Il testamento-testimonianza è comunitariamente scritto durante la narrazione. Rimane da chiedersi: quando le due ore di stasi sono terminate quanti sono i firmatari?

Di conseguenza non solo è mistificata la Posizione di chi paga il biglietto e si ritrova carico di dubbi e responsabilità, ma s’insinua anche un fattore di rischio dettato dal collocamento spaziale: sopra-sotto, destra-sinistra, gobbo-ritto, retto-indifferente.

A noi la scelta.

Gran finale splatter del nuovo Hetzel (foto di Nurith Wagner Strauss)

Iscriviti
alla newsletter

Ultimi Articoli

Iscriviti
alla newsletter

-->