'This show contains…' Com'è estremista questo Julian, esagera fin dalla lista delle avvertenze

'Veri' siede alla sinistra del vecchio dramaholico capotavola alla prima riunione in Cisterna

Questo spettacolo contiene tutto: dai dibattiti sull’immigrazione all’etimologia della parola würstel. Uno spettatore dietro di me, dopo gli avvertimenti del caso, esclama “promette bene!”.

Così sarà. (1

Julian Hetzel in 'Three times left is right' mette in scena la polarizzazione all’interno di una storia d’amore ispirata a una coppia di intellettuali austriaci, Caroline Sommerfeld e Helmut Lethen. I due protagonisti, interpretati rispettivamente da Kristien De Proost e Josse De Pauw, si innamorano nonostante la differenza d’età che li divide (lei ha circa vent’anni in meno di lui). Sono entrambi progressisti e condividono molte idee.

Dopo anni di matrimonio e tre figli, il rapporto comincia ad incrinarsi quando lei si trasforma in una conservatrice accanita. Le voci si alzano, le incomprensioni aumentano e il conflitto è all’ordine del giorno. Le loro posizioni diventano inconciliabili. Per entrambi è impossibile ormai trovare un punto d’incontro, un terreno comune su cui dibattere senza fomentare odio.

É una continua provocazione, un invito a far entrare nel proprio esercito il nemico convincendolo di stare dalla parte sbagliata della storia. Le domande, quindi, sorgono spontanee, già all’inizio della messa in scena: cosa succede quando qualcuno che amiamo rappresenta contemporaneamente tutto ciò odiamo? Possiamo continuare a vivere con qualcuno che ha ideali opposti ai nostri? La nostra etica e la nostra morale che priorità hanno all’interno di un rapporto umano?

Tra un confronto e l’altro un trenino robotico muove una banda di batterie e ottoni, i quali suoni, invece di sedare il conflitto, sembrano aumentarlo. Il suono agisce sulle parole degli attori e sul silenzio del pubblico come alimentatore di tensione.

Lo scontro si esaspera fino a diventare grottesco. Un rapporto sessuale è il pretesto per consumare l’altro, in un processo di cannibalizzazione che metaforicamente allude alla normalizzazione della violenza attualmente imperante.

In questo rituale disturbante, il sacrificio e il successivo consumo dei propri apparati incarna l’estremismo della polarizzazione: un estremismo che non permette più di tracciare dei confini. Hetzel con questo finale aperto ci suggerisce che se i confini diventano sempre più complessi da tracciare le linee inizieranno a confondersi rapidamente.

NOTA (1) Un elenco più ampio di questa 'ipnotica, paradossale teoria anaforica di trigger warnings' d'apertura dello spettacolo e un'ampia riflessione critica è stata pubblicata online da Matteo Columbo

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