Tre volte a sinistra la gentrificazione culturale

Come ha spiegato lo stesso Julian Hetzel, l'ispirazione per ‘Three Times Left is Right’ viene dalla storia della coppia formata nella vita reale da Caroline Sommerfeld con Helmut Lehten. ‘Sono entrambi intellettuali e scrittori. Helmut è un sociologo e un eccellente scrittore’ - racconta Hetzel - ‘ che ho scoperto nel 2017, quando lessi il suo ‘L’ombra del fotografo’. Approfondendo la sua biografia, abbiamo capito che anche la sua compagna è una scrittrice e intellettuale, ma con una posizione ideologica radicalmente diversa. Caroline è passata da una posizione di sinistra a una all’estremo opposto, al punto da diventare una delle figure intellettuali di spicco della nuova destra in Germania e Austria. Hanno anche tre figli insieme. E abbiamo pensato: questa è una situazione interessante’. Per sviluppare il progetto teatrale è stata poi scelta una vera coppia gli attori Kristien De Proost e Josse De Pauw. ‘Sono davvero innamorati nella vita reale’ spiega sempre Hetzel: del resto era importante, anzi essenziale, inserire l'amore vero come ingrediente in questo lavoro’.

Per quanto riguarda i punti di riferimento, da Studio Hetzel si è guardato con attenzione ai lavori del saggista esperto Bart Brandsma. Brandsma (vedi voce a parte) parte dall’assunto che per ogni grande movimento che s’afferma, c’è un mezzo specifico legato all’ascesa: la stampa di libri, come noto, ha accelerato la svolta religiosa della Riforma protestante. I nazisti avevano la radio per far risuonare le parole d’ordine a livello popolare. Oggi come oggi grazie a internet e ai social media sono i movimenti populisti che prosperano. E’ alquanto singolare che, secondo Hetzel, queste nuove destra aggressive abbiano adottato ‘le tattiche del movimento del ’68 con l’idea che la rivoluzione culturale sia più potente della protesta di piazza: invece di occupare edifici o istituzioni, occupano il linguaggio. Riformulano termini come ‘libertà di parola’, ‘alternativa’ o ‘oppressione’ e le usano per posizionarsi come i nuovi sfavoriti. Oggi sono i populisti che lottano per i loro diritti, per parlare e vivere come vogliono. Anche se ciò significasse tornare al Medioevo e vietare l'aborto o qualsiasi altro valore sociale democratico e diritto civile. È agghiacciante la facilità con cui si appropriano del linguaggio e dello spirito della sinistra, capovolgendoli completamente’.

Ma oggi - ed Hetzel per primo lo avverte - anche ‘i progressisti che hanno abbracciato un linguaggio inclusivo, una politica simbolica o forme pubbliche di responsabilità, a volte hanno finito per creare nuove esclusioni. Le persone che un tempo si sentivano in sintonia con i valori di sinistra ora possono sentirsi alienate, soprattutto quando il discorso progressista è plasmato da ambienti urbani e altamente istruiti. Ironicamente, pur promuovendo l'inclusione, la sinistra a volte ha trascurato questioni materiali più ampie come il lavoro, l'alloggio o la sanità. Quando coloro che si sentono lasciati indietro esprimono il loro disagio, vengono spesso etichettati rapidamente come conservatori o fuori dal mondo. Abbiamo descritto questo fenomeno come una sorta di gentrificazione culturale, in cui il discorso progressista diventa un gioco linguistico a cui non tutti possono accedere’. 

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