Applausi per Lady Marianna del Ring, e per le altre 'sedute a guardare il mare' (o la Vettabia, fa lo stesso)
14.10.2026
Mamma mia, che bell'ingorgo! La danza contemporanea e l'universo cosiddetto perfomativo mostrano anche in questo primo week-end d'autunno una vivacità impressionante. E si fanno notare bene anche le proposte italiane in una scena pur segnata da grandi protagonisti di livello internazionale.
E' una vera sfida per gli appassionati riuscire a tener dietro a tutto. Continuano le prime-prime di MilanOltre, dopo un esordio davvero con il botto grazie al CCN - Ballet de Lorraine (che ha presentato quattro pezzi di gran classe, due della stessa direttrice Maud Le Pladec, un capolavoro del 1970 di Twyla Tharp, 'The Fugue', e il sorprendente 'Turning Burning' di Jan Martens, autentico gioiello di movimenti a loop con tanto di contenuto di bruciante attualità).
E domenica 27 alle 20.30, sempre nella grande Sala Shakespeare al Teatro Elfo Puccini, è di scena Tempest, spettacolo-manifesto firmato dal duo fiammingo Voetvolk / Lisbeth Gruwez & Maarten Van Cauwenberghe, che arrivano a Milano per la prima volta.
'In questo assolo, la rabbia viene indagata come forza universale, duplice e inevitabile', spiega la presentazione: un’energia primordiale capace sia di distruggere sia di catalizzare il cambiamento. Ispirandosi alla precisione delle arti marziali, Lisbeth Gruwez incanala questa forza in una potenza focalizzata. Sul palco, un corpo oscillante e poroso si muove tra improvvisi slanci di energia e momenti di serena lucidità, metabolizzando il tumulto interiore e collettivo per rivelare la quiete al centro della tempesta'.
Questa prima italiana di Voetvolk, compagnia fondata nel 2007 dalla coreografa Gruwez e dal compositore Van Cauwenberghe (entrambi storici collaboratori di Jan Fabre), rappresenta perfettamente il loro stile 'caratterizzato da una totale e continua simbiosi tra il movimento corporeo e la dimensione sonora'.
ALLEANZE E CORPI DIFFERENTI
Sempre a Milano si conclude la sofisticata rassegna 'Le alleanze dei corpi', che ha conosciuto in apertura un doppio appuntamento artistico di livello internazionale. Prima di tutto grazie alla preview di Sandi Hilal - DAAR – Decolonial Architecture Art Research, Leone d’oro alla Biennale Architettura 2023, con una riflessione sull’abitare e sull’appartenenza, sulla possibilità di appartenere senza possedere. Il titolo del progetto, Ezwa e Madafeh, afferiva a due concetti arabi che condensano forme di relazione, sostegno reciproco e costruzione dello spazio comune, e che non trovano equivalenti diretti in italiano.
Poi, è stata la volta di un'intrigante installazione-performance del genere cosiddetto 'di realtà', 'Pilgrimage around Milan' di Giorgos Efthimiou e Vassu Pitsi, sui temi dell’abbandono, dei vuoti urbani e della progressiva scomparsa del margine, esito di un processo di ricerca sul campo che si è concluso con una mostra alla Fabbrica del Vapore a Milano.
E ora, sul finale, 'Le alleanze dei corpi' propone il 25 settembre, negli spazi di Fattoria Vittadini (Fabbrica del Vapore) la performance 'Alba' della perfomer sarda di origine albanese Giulia Cannas, che presenta unʼindagine intima sulle radici attraverso la danza, in relazione al suo background migratorio e alla questione della memoria della diaspora albanese.
Infine, il 26 e il 27 settembre il festival vira per due giorni decisamente al queer, con un affondo sulla notte e i suoi rituali. Tra gli artisti: Alos con una versione site-specific, negli spazi di Giardino Nascosto in Cascina Martesana, della sua performance sonora 'Ritual IV - String from the Earth'; Thomas Valerio con la performance-concerto STAR; Federica Dauri con ConTatto, una performance di danza che è una storia d’amore tra corpi non conformi; Vincent Giampino con il progetto Intercity Notte un’indagine sulla festa e sul ballo come ambiente psicofisico e sociale.
CONTEMPORARY E UN PO' VINTAGE
Ma il menù degli eventi da non perdere del week-end si completa domenica 27 settembre, alle ore 16:00 al Teatro Ariosto di Reggio Emilia, in occasione di Festival Aperto: debutta in prima assoluta 'Faun / La morte del cigno / Atto bianco', con le coreografie di Sidi Larbi Cherkaoui ed Enrico Morelli per MM Contemporary Dance Company (lo spettacolo andrà poi in scena il 30 Fonderie Limone di Moncalieri (TO) in occasione di Torinodanza Festival.
Si tratta di tre lavori che si muovono tra la rivisitazione di grandi titoli di repertorio del balletto e la valorizzazione del repertorio contemporaneo: si fa notare - accanto al nuovo 'Atto bianco' di Enrico Morelli, coreografo residente della MMCDC, che si misura con il secondo atto del 'Lago dei cigni' di Čajkovskij - la presenza di due lavori di Sidi Larbi Cherkaoui, artista belga-marocchino di fama internazionale e direttore del corpo di ballo del Grand Théâtre de Genève. Questa collaborazione è un punto d’orgoglio assoluto: la compagnia emiliana è l’unica realtà italiana a vantare nel proprio repertorio brani di Sidi Larbi Cherkaoui.
Apre 'Faun', gioiello creato da Cherkaoui nel 2009 per il centenario dei Ballets Russes su commissione del Sadler’s Wells di Londra. Il coreografo belga riprende 'L’Après-midi d’un faune' di Nijinsky e ne accentua il versante ferino: il fauno è metà animale e metà uomo, la ninfa entra in scena radicata nella foresta, l’incontro è insieme infantile e arcaico. La partitura di Debussy è attraversata dagli innesti di Nitin Sawhney, che spostano il pezzo da un secolo all’altro senza dichiararlo. Costumi di Hussein Chalayan.
Segue, in prima assoluta, 'La morte del cigno': nuova creazione di Cherkaoui in esclusiva per la MMCDC, che trasforma la celebre miniatura solista di Fokine in un passo a quattro. Tre uomini accompagnano una donna verso l’ultimo respiro, sollevandola in una linea continua che è insieme caduta e ascesa. Le braccia smettono di essere ali e diventano misura di una fragilità che tiene.