Che cosa può fare il teatro mentre il mondo è fiamme e l'odio impera? Il nuovo LIFE prova a rispondere con 7 spettacoli cult e...
06.03.2026
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Che cos'altro si potrà mai dire ancora del formidabile uno-due internazionale con cui si apre la nona edizione del festival di permorming arts FOG? Per ora si può solo aggiungere: beato chi si è prenotato, per vedere in uno dei tre slot quotidiani 'Credere alle maschere' di Romeo Castellucci (27 febbraio-1 marzo) e poi l'ultimo lavoro di Mario Banushi 'Mami' (27 e 28 febbraio). La nuova performance di uno degli iniziatori del post-drammatico, riverito maestro della scena europea, e lo spettacolo della consacrazione di un giovane creatore che si è spinto quasi al post-teatro: entrambi, seppure in modo diverso, ermetici e visionari. A Umberto Angelini, il direttore di Triennale Teatro, decisamente piacciono le sfide cult.
N.G.
Dopo l'ottima accoglienza dell'anteprima estiva al Teatro greco di Siracusa, dal 24 febbraio al 1 marzo parte in tour nazionale al Teatro Carcano la nuova 'Lisistrata' con Lella Costa, che dirige la sala milanese. La regista Serena Sinigaglia, che del Carcano è direttrice artistica, spiega: 'siamo partiti dal testo di Aristofane e abbiamo immaginato che, dal giorno glorioso della presa dell'Acropoli e della pace ottenuta, Lisistrata avesse deciso e proposto di celebrare quell'impresa straordinaria e di tornare a raccontarla finché la guerra non fosse totalmente scomparsa dal mondo. Un atto di militanza, una liturgia di pace'.
N.G.
Parte invece addirittura da una citazione di Michel Foucault ('Forse il compito oggi non è più quello di scoprire ciò che siamo, ma di rifiutare ciò che siamo') la riproposta in chiave post-sessantottina de 'Gli uccelli' di Aristofane, allestita da Filippo Renda per MTM Teatro Litta, in scena dal 24 febbraio al 15 marzo. Dalla nota di regia: 'Una commedia che reimpagina il desiderio di evasione come gesto politico e poetico. Un viaggio attraverso cieli immaginari e utopie ribelli alla ricerca di un altrove possibile'.
N.G.
Nella bomboniera della Sala Blu al Teatro Franco Parenti, dal 24 febbraio all'8 marzo, va in scena 'Il mio nome è Maria Stuarda', dal primo testo teatrale di Nicoletta Verna. È una storia alla 'C'è ancora domani', di una donna che, negli anni ’40, trova la forza di ribellarsi a un’esistenza segnata da violenze e umiliazioni, quelle di un marito ossessivo e di un datore di lavoro predatore. Maria Stuarda è interpretata da Marina Rocco, in un monologo tra memoria e attualità accompagnato in musica dalla sassofonista Marina Notaro. Nuova regia del giovane Andrea Piazza per un progetto ideato dalla stessa Andrée Ruth Shammah.
7+
E' sempre un piacere applaudire Maddalena Crippa, e non solo se diretta dal 'suo' magistrale Peter Stein: stavolta l'attrice è al Teatro Menotti, dal 24 febbraio al 1° marzo, per presentare 'Un sogno a Istanbul. Ballata per tre uomini e una donna', spettacolo diretto da Alessio Pizzech e liberamente ispirato al romanzo 'La cotogna di Istanbul' del giornalista-scrittore e viaggiatore Paolo Rumiz . In scena con la Crippa, Maximilian Nisi, Mario Incudine (anche autore delle musiche originali eseguite dal vivo) e Adriano Giraldi , 'per un racconto teatrale che intreccia il viaggio alle ferite della storia europea recente'.
N.B.
Dal 24 al 26 febbraio 2026, al Teatro degli Angeli (sala gemella di Oscar-DesiDera), doppio assaggio quotidiano - con matinée per le scuole - dell'adattamento teatrale di un racconto di Roald Dahl, 'Lo scrittore automatico'. La storia immagina che un inventore, a metà degli anni Cinquanta, abbia messo a punto in gran segreto una macchina capace di scrivere racconti e romanzi bell'e pronti per essere pubblicati. Nota Bene: testo davvero profetico, che viene ripresentato da Andrea Carabelli introducendo alcuni elementi d'attualizzazione che aiutano a capire l’evoluzione tecnologica e la differenza tra quella scoperta immaginaria e l’Intelligenza Artificiale di oggi.
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Si chiude il Festival ScienzaInScena, bella iniziativa di PACTA.dei Teatri arrivata alla nona edizione. Spettacolo finale, dal 25 al 28 febbraio, 'La doppia vita di Emilie - Madame du Châtelet tra Newton e pompon' che vede Maria Eugenia D’Aquino in scena con i danzatori e coreografi Lorenzo De Simone e Olimpia Fortuni per affrontare un vero e proprio viaggio nel ‘700, secolo in cui molte figure femminili fornirono contributi fondamentali alla scienza.
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Autentica chicca della settimana, che si può gustare dal 24 febbraio con una semplice gita a Torino, al Teatro Gobetti, è la riproposta di 'Mirra' di Vittorio Alfieri, firmata da uno dei migliori registi delle ultime generazioni, Giovanni Ortoleva. Scelta coraggiosa, che rivisita in chiave contemporanea un testo storico così poco frequentato (giusto Luca Ronconi si permise di riproporlo nel 1988, proprio per lo stesso Teatro Stabile di Torino di cui era direttore). I pochi fortunati che hanno applaudito la versione d'Ortoleva al Teatro Metastasio di Prato, che coproduce 'Mirra' con TST, ne parlano già benissimo.