Maya da Beirut per l'arrivederci a FOG, al Melato il dramma di una donna del 1700 e al Fontana riecco la Signora delle Camelie

Ewa Dziarnowska in 'This resting, patience' (foto Spyros Rennt)

N.G.

La sovversione danza per sempre

Lunedì 13 e martedì 14 aprile la nona edizione di FOG si trasferisce negli spazi di BASE Milano per presentare 'This resting, patience', definita una 'durational performance' in cui il pubblico entra ed esce liberamente. Firmata dalla coreografa polacca Ewa Dziarnowska, che è in scena insieme a Leah Marojević, viene presentata come 'un flusso di gesti che emergono e si ritirano, trasformando la danza in una pratica sociale senza gerarchie, capace di sospendere le convenzioni dello sguardo attraverso la relazione con lo spettatore'.

8+

Se la Rothko Chapel fosse a Beirut

Ultimo vero e proprio scoop di uno straordinario FOG 2026 (atto primo), mercoledì 15 aprile alle 19.30 in Triennale Milano Teatro la prima di 'Three Verses of Solitude' della compagnia libanese Zoukak Collective. Nuovo lavoro ispirato alla quiete contemplativa della Rothko Chapel di Houston, simbolo di dialogo interreligioso, è stato realizzato dalla regista e co-fondatrice di Zoukak Maya Zbib in collaborazione con Lee Serle, coreografo incaricato della Trisha Brown Company, e Ben Frost, figura di riferimento dell’elettronica contemporanea.

7+

Tolja e Aura in cerca di Lucia

'Lucia camminava sola' - il nuovo lavoro di Tolja Djoković per ERT, Stabile di Bolzano e Riccione Teatro, che arriva al Teatro Studio Melato, dal 15 al 18 aprile - intreccia le storie di due donne e di due epoche: una regista di documentari s'imbatte nella vicenda di una giovane donna del 1700 a Bologna, Lucia, accusata d'infanticidio e condannata a morte senza prove, e 'si imbarca in una indagine ossessiva su una donna lontana nel tempo, su un’Italia che sembra sorpassata, su una società che pensiamo di esserci lasciati alle spalle'. Il testo aveva vinto il Premio Riccione, le prime rappresentazioni hanno lasciato il segno nel pubblico, per l'impegno dell'interprete (Aura Ghezzi) e anche per la seconda parte (spoiler!) in cui la scena diventa teatro anatomico.

N.G.

E bravo Orlando che s'inCiampa

Difficile che possa ripetersi il miracolo del tutto esaurito nell'imponente sala del Piccolo Teatro Strehler: e dopo 'Miracolo a Milano' l'impresa tocca a un beniamino del pubblico come Silvio Orlando, alle prese con il suo primo Pirandello, 'Berretto a sonagli', diretto da Andrea Baracco. Spettacolo in tournée da settimane, ha raccolto grande consenso di pubblico, ovviamente per la bravura di Orlando alle prese con tutte le ambigue e complesse sfumature della tragica umanità di Ciampa, ma anche qualche puntuta critica. In ogni caso, vale il prezzo del biglietto anche soltanto (no spoiler) per la strepitosa interpretazione del finale.

N.B.

Metti le Camelie sul palco

Dal 16 al 19 aprile il Teatro Fontana rilancia la versione de 'La signora delle Camelie' firmata da uno dei più bravi nuovi creatori teatrali italiani, Giovanni Ortoleva. Liberamente tratto dall’omonimo romanzo di grande intensità sociale di A.Dumas figlio, si distingue - Nota Bene - per la costruzione su un palco in scena come 'cronaca impietosa di un omicidio sociale, in cui la violenza classista smaschera il romanticismo che l'ha coperta', si legge nella presentazione. 'Uno spettacolo teso tra l'ottocento e l'ultra-contemporaneo, che racconta, insieme agli struggimenti e alla nobiltà d’animo della sua eroina, il voyeurismo e la perversione di una società che sfoga le sue tensioni sul corpo della donna'.

Aura Ghezzi in 'Lucia camminava da sola' di Tolja Djokovic

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