La necessità e il dovere di prendere la parola: una sana lezione dalla Francia per il 25 aprile dei lavoratori dello spettacolo
19.04.2026
E accidenti a chi penserà che qui batte sempre un cuore partigiano emiliano!
Come si fa a non restare ammirati per quel che passa il convento teatrale in Emilia Romagna, nei primi giorni di una primavera 2026 che s’annuncia con una fioritura di proposte assolutamente unica per veri appassionati d’emozioni artistiche?
Non che non siano travagliate le vicende delle istituzioni teatrali anche di questa Regione, prima di tutto per i tagli di fondi dal Dicastero della Cultura annunciati da incomprensibili brusche rivalutazioni al ribasso del fantomatico punteggio di Qualità Artistica che la Commissione Consultiva - meno fantomatica, ma alquanto rilottizzata dai ministri di Fratelli d’Italia - ha voluto attribuire a raggiera sull’Emilia Romagna, punendo Festival e Fondazioni.
Poi ci sono state pure le controversie sulle nomine. Dopo il triennio di Walter Malosti, alla fine l’istituzione più importante, Emilia Romagna Teatro ERT, che gode pur sempre anche di un concreto e totale appoggio degli enti locali, in primis la Regione, si è ritrovata con un vertice tripartito interamente al femminile.
La direzione artistica è stata affidata a Elena Di Gioia, curatrice esperta e appassionata che ha seguito da vicino il mondo del teatro, anche per il Comune di Bologna; una protagonista storica dell’organizzazione teatrale come Natalia Di Iorio è stata chiamata alla direzione generale; una dramaturg e ricercatrice universitaria classe 1991 come Francesca Di Fazio ha avuto l’incarico di Direttrice Junior (terza nuova carica introdotta per legge dai moltiplicatori di poltrone amichettistiche della destra al potere).
Il nuovo assetto si riconosce subito anche dal riverbero sulle programmazioni, che si sono fatte decisamente più impegnate verso le tematiche di genere e con maggiore spazio alle artiste, non in modo ossessivo, tutt’altro.
Si fa notare, per esempio, il progetto che si svilupperà tra Bologna e Modena dal 30 marzo al 10 maggio, con film, spettacoli e approfondimenti, intitolato ‘Attraversando quei corpi: Moro e Pasolini, i fantasmi della nostra Storia’ e affidato a Fabrizio Gifuni.
L'attore da anni s’impegna sull’approfondimento di alcuni snodi drammatici della nostra storia, e ha lavorato a lungo con Di Iorio, organizzavano insieme la manifestazione PrimaVera al Garibaldi di Lucera, bruscamente censurata l’altr’anno fra le polemiche.
Poi, al netto della routine di programmazione davvero cult (a Bologna sono in scena Emanuele Aldrovandi con il nuovo 'Dieci modi per morire felici' e Danio Manfredini, con una lettura ispirata a Jean Genet, 'Divine'). è davvero lodevole il tentativo di dare spazio al nuovo, con un week-end di spettacoli che nascono all’interno di Prospero NEW, piattaforma teatrale di sostegno agli artisti emergenti riconosciuta dalla Ue.
Sabato 21 e domenica 22 marzo al Teatro delle Passioni di Modena ci sarà la prima nazionale di ‘Héritage’ del regista e attore belga Cédric Eeckhout, prodotto da Théâtre de Liège; e all’Arena del Sole di Bologna ‘Call me Paris’ di Yana Eva Thönnes, prodotto da Schaubühne di Berlino con Kaunas della Lituania e Biennale Teatro di Venezia (dove ha debuttato a giugno 2025).
In ‘Héritage’, spiega la puntuale nota-stampa, ‘Cédric Eeckhout porta in scena sua madre Jo Libertiaux, donna libera e indipendente che ha costruito la propria vita sfidando un mondo dominato dagli uomini. Attraverso il racconto autobiografico di Jo – parrucchiera, madre di quattro figli che ha cresciuto da sola e oggi attrice insieme al figlio – lo spettacolo attraversa la storia sociale, economica e politica del secondo Novecento. Eeckhout intreccia memoria familiare e riflessione sull’emancipazione femminile, sul machismo e sui retaggi generazionali, mettendo in dialogo il proprio sguardo queer con quello della madre’.
‘Call me Paris’ di Yana Eva Thönnes rilegge uno degli scandali simbolo degli anni Duemila: la vicenda della nota ereditiera statunitense, sedicente inventrice del selfie, Paris Hilton, vittima in quegli anni della diffusione, contro la sua volontà, del primo revenge-sex tape, ‘1 Night in Paris’, pubblicato del suo ex fidanzato. Un fatto accaduto ormai quasi dimenticato eppure tanto attuale, che spinge a interrogarsi sulla misoginia degli albori del mondo digitale.
‘Lo spettacolo intreccia la storia della celebre Paris con quella di una sua giovanissima sosia tedesca, entrambe travolte dalla diffusione non consensuale di video sessuali. In questo memoir teatrale, due identità quasi sovrapponibili diventano lo specchio di un’intera generazione cresciuta sotto lo sguardo invasivo del web. Attraverso un viaggio nel trauma e nella memoria, la regista esplora la perdita di controllo sull’immagine, il corpo come territorio di violenza e di proiezione pubblica’.
Non per caso le date bolognesi di Yana Eva Thönnes sono state promosse anche dalla newsletter di Kepler-452, che al tema dell’odio e dei traumi da socialmedia ha dedicato la piéce ‘Gli altri’. L’attenzione dalla comunità di fans della compagnia militante bolognese, gioiello più brillante della scuderia di ERT, è comunque soprattutto rivolta alle prossime date italiane di ‘A Place of Safety’ (Genova, Torino e Reggio Emilia) e alla trasferta berlinese per il prestigioso festival internazionale delle nuove drammaturgie FIND.
Di livello altissimo, infine ma non per ultimo, la programmazione in corso per il pubblico dei più piccoli, che vede la riproposta de ‘Il Principe Mezzanotte’ di Alessandro Serra: dopo il debutto a Modena del 15 marzo, lo spettacolo viene riallestito nella ex chiesa di San Giuseppe in Galliera Bologna, sempre nello stesso primo weekend di primavera, 21 e 22 marzo, e per fortuna anche il successivo, 28 e 29 c.m. (dal 9 all’11 aprile sarà poi al Teatro Due di Parma).
Questa collaborazione di Serra con ERT viene a ruota del successo internazionale de ‘La Tempesta’ e ‘Tragùdia’, mentre il regista prepara tra Udine e Pordenone un allestimento de ‘I Turcs tal Friùl’, prima opera dialettale del giovane Pier Paolo Pasolini, e cura gli ultimi dettagli della sua prima mostra come fotografo, intitolata ‘Frame’, che dal 4 aprile al 14 giugno sarà aperta al Castello di Sarteano della Fondazione Musei Senesi.
‘Il Principe Mezzanotte’ è la prima regia per l’infanzia di Serra, che ha debuttato nel 2008, e racconta la storia di un principe vittima di una maledizione che, quando incontrerà il vero amore, sarà destinato a trasformarsi in un essere mostruoso.
‘Per sottrarsi a questo destino’, spiega la nota stampa,’ decide di non innamorarsi mai, si rinchiude in un maniero e vive da solo, triste e malinconico. Un carosello di personaggi buffi e grotteschi abita il mondo di questa fiaba delicata e romantica, pubblicata nel 2010 da Edizione Corsare e portata in scena con stile noir, ironico e poetico.
Lo spettacolo coinvolge direttamente il pubblico con il suo dispositivo scenico: il castello in cui si è rinchiuso il Principe è una sorta di ‘stanza magica’ dove i bambini e gli adulti possono entrare passando attraverso un comò. Il Principe accoglie gli spettatori in un’altra dimensione, una struttura che richiama l’atmosfera elegante di un romantico tendone da circo.
E’ una vera chicca anche per appassionati, anche solo per valutare la singolare incursione giovanile di Serra in un altro tipo di teatro, piuttosto che indagare meglio l’origine dello stile, e per così dire le ascendenze, di uno dei registi italiani più capaci e stimati, erede della migliore tradizione del teatro-teatro contemporaneo.
Note di regia di Alessandro Serra
‘Buonasera! Siete pronti ad ascoltare la storia del principe Mezzanotte? Dovrete essere molto coraggiosi perché è una storia misteriosa, e divertente e buffa, ma anche un po’ paurosa. C’è una volta un principe, dico c’è perché mica è morto poveretto, insomma c’è una volta un principe di nome Mezzanotte, nato a mezzanotte e perdutamente innamorato del buio e delle stelle. Perché senza il buio le stelle non si vedono, giusto? Tutti pensano che la notte protegga e nasconda fantasmi, lupi e streghe e che la luce del giorno, invece, renda il mondo splendido e sereno. Eppure è proprio di notte che prendono vita i sogni. Ma anche i sogni più belli posso trasformarsi in incubi, come accadde al nostro povero principe, costretto a nascondersi in questo magico comò per sfuggire alla maledizione della terribile strega Valeriana. La strega infatti si era talmente innamorata del nostro pallido principe che quando lui la respinse gli lanciò la maledizione: il giorno in cui il principe si fosse innamorato si sarebbe trasformato in un essere mostruoso. Paura eh?
Da allora Mezzanotte, rimpicciolito con tutto il suo castello e i suoi servitori vive triste e solitario, in attesa che qualcuno sciolga la maledizione. Ma che succede? Qualcuno è entrato nel castello? C’è un gran trambusto, inseguimenti, porte che sbattono, luci che vanno e vengono, a quanto pare la storia sta per avere inizio. Non ci resta che entrare se vogliamo sapere come andrà a finire, sì, proprio attraverso un comò, ve l’ho detto che è magico, non temete, il principe è molto ospitale, un vero gentiluomo, entrate, entrate, su, sembra che non siate mai entrati in un comò…’.