Applausi per Lady Marianna del Ring, e per le altre 'sedute a guardare il mare' (o la Vettabia, fa lo stesso)
14.10.2026
Se parlassimo bene francese come fa il portoghese Tiago Rodrigues al suo esordio da autore-regista in italiano, a Milano, diremmo subito che questo suo ‘Coro degli amanti’ - da fine settembre al 18 ottobre al Piccolo Teatro Grassi - è decisamente tra ‘les spectacles incontournables de la Rentrée’.
E, prima ancora d'immergersi per una sessantina di minuti sulle scomode e rumorose storiche poltrone di via Rovello, non si può evitare il dovere/piacere d’assistere al lungo rito della presentazione.
Da cui ricaviamo, più che un’accurata cronaca, giusto pochi ‘frammenti di un discorso amoroso’ sul teatro e dintorni, qui di seguito.
Il celeberrimo titolo di Roland Barhes è stato evocato da Claudio Longhi, scalzo in insoliti sabot Birkenstock, i classici sandali Boston, e senza la consueta sciarpa da regista, per una qualche ragione forse di rispetto nei confronti dell’amatissimo e riverito ospite.
Già nella nota di presentazione elogia 'la consueta profondità dello sguardo autoriale e la finezza della maestria registica' di Rodrigues. Poi, in una breve introduzione il Professor Direttore del Piccolo spiega, da par suo, il segreto dello spettacolo: l'idea geniale di sostituire con un coro il consueto dialogo tra i due rappresentanti della coppia, che diventa così 'un concerto di parole'.
Detto questo, alla solenne presentazione milanese di 'Coro degli amanti' di notevole - parlando in senso oggettivo rispetto alla cruda realtà (viviamo pur sempre in un mondo sull’orlo della fine del mondo) - c’è stata una bella sottolineatura iniziale del sempre gran simpatico Tiago.
Si è speso in un brillante incipit 'benevolum parare' da manuale della retorica, sulle radici comuni del Piccolo e di Avignone e sul ruolo del teatro come spazio d’incontro aperto, da tutelare e trasmettere alle generazioni future.
Affermazione chiave: il teatro come esempio concreto di un’idea d’Europa di apertura e ospitalità.
Un riferimento che alla fine della conferenza stampa ha prontamente voluto raccogliere quel vecchio leone del Presidente Piergaetano Marchetti, con una ripresa entusiasta e sorprendentemente tanto rosso-novecentesca per un notaio da salotti dei poteri forti: ‘sì, il teatro per un’idea d’Europa che - lasciatemelo dire - possa ancora davvero rappresentare il Sol dell’Avvenire’. Sic.
Per il resto, non sono mancati altri spunti di un certo interesse, in questo incontro con Rodrigues al Chiostro Nina Vinchi: luogo, peraltro, di cui ora si fregia ’esselunga Special Partner’, come recita la nuova vistosa decalcomania sulla vetrata dello spazio conferenze, che è accanto all’ingresso della storica sala, sulle cui porte trasparenti si leggono invece i loghi del main sponsor Intesa San Paolo.
S’aggiunga che il grande Teatro Strehler è ormai diventato quasi un’altra ‘Allianz arena’ e allo Studio Melato si è accolti nella nuova anticamera stilosa firmata Kartell: che sia il Coro degli sponsor il vero nuovo spettacolo ‘incontournable’ di stagione?
Nel ruolo dell’idrovora di vil denaro si muove con implacabile efficienza il nuovo direttore generale Lanfranco Li Cauli, che s’è affinato nell’arte dell'estensione del marketing alla Scala. Chissà che cosa s’inventerebbe alle prese con un Mamdami, il nuovo sindaco di New York che ha deciso di far regalare 70mila biglietti al Metropolitan, con una Lotteria per i cittadini meno abbienti e mai entrati in un teatro!
Tornando all’incontro sul ‘Coro degli amanti’, a margine si poteva notare la presenza discreta e vigile di Magda Bizarro, seminascosta in prima fila per metà incontro o poco più.
Lei è una sorta di alter-ego di Tiago dai primi anni Duemila, con la fondazione della compagnia Mundo Perfeito. Come collaboratrice artistica, drammaturga, scenografa, costumista e responsabile della comunicazione, Bizarro ha firmato una trentina di spettacoli, in primis i più incantevoli di Rodrigues, al quale è stata accanto anche alla guida del Teatro nazionale di Lisbona come lo è oggi nell’equipe del festival francese.
Rodrigues a un certo punto la tira in ballo affettuosamente, quasi celiandola perché Magda lo ha appena corretto, discretamente, sussurrando sul labiale lì davanti, quando lui ha confuso un po’ le date tra 2020 e '21, ma nessuno si sogna di darle la parola. Peccato.
L’hanno citata perbene, quest’anno, tra tutte le recenti edizioni di questo lavoro, giusto quei gran signori dell’Onassis Stage di Atene, in occasione dell'allestimento di ‘Ο Χορός των εραστών’. Online si trova dunque tanto di una pagina di biografia, che comincia così: ‘Magda Bizarro si è laureata in chimica e prima del suo lavoro nelle arti dello spettacolo, è stata impegnata nella ricerca scientifica’.
Ora sta già ultimando la preparazione della prossima versione internazionale di questo lavoro, in finlandese, ‘Rakastavaisten Kuoro’, che va in scena a metà novembre per &-Espoon teatteri.
Ne ha fatta di strada 'Chœur des amants', dalla prima rappresentazione al Théâtre de Lorient , in Bretagna, il 24 settembre del 2021: è ormai una sorta di format internazionale, al pari di un prodotto vincente dell'industria dell'intrattenimento culturale, anche se fatto in bottega.
La scheda ufficiale recita: 'è una narrazione lirica in cui una giovane coppia racconta, a due voci, la situazione di vita o di morte che attraversano quando uno dei due smette di riuscire a respirare. Contemporaneamente, i due attori/amanti ci consegnano versioni leggermente diverse degli stessi eventi, celebrando la forza vitale dell'amore quando tutto il resto viene messo in discussione e la normalità sembra fuori portata'.
E dire che questo grande successo è nato per caso, da un testo originale in portoghese che cuce insieme quattro canzoni, come reading a margine dei lockdown, al Théâtre des Bouffes du Nord, ancora sul finire dell’era di Peter Brook, subito dopo la messa in scena di uno spettacolo di prim’ordine del Rodrigues-doc, ’Catarina e a beleza de matar fascistas’.
In Italia ‘Catarina e…’ si è poi visto nel 2022, anche alla Biennale Teatro di Venezia, ma c’è da scommettere che Marchetti and Co. avranno omesso dal curriculum quel titolo così bellicosamente Antifa, quando hanno fatto digerire a La Russa jr e ai rappresentanti della Regione l’associazione di Rodrigues come artista al Piccolo.
(Oppure si sono limitati a distrarli fissando una semplice data al Melato per ‘Gli occhi della guerra’ dei noti reporter triestini dell’agenzia fotografica di Almerigo Grilz, già neofascista pluri-inquisito...).
Parla di amore, ‘Coro degli amanti’, di amore come ‘negoziazione’, sottolinea alla fine l’autore e regista, che rivendica con orgoglio di aver imparato il rispetto per l'importanza delle contrattazioni dal nonno commerciante di formaggi.
Ma qui, appunto, altro che la trattativa sul prezzo di una Cagliata o di un Rabaçal: sarebbe stato davvero interessante ascoltare anche la campana di Bizarro sulla ‘chimica’ dei rapporti di coppia.
Intanto la quasi misteriosa apparizione e sparizione dall’incontro di Magda, riconoscibile anche perché l'unica armata di totebag festivaliera avignonese con chiavi papali in bel rosso fuoco, ha fatto commentare a una delle più sagaci colleghe presenti: ‘chissà se un giorno qualcuno ne scoprirà perbene il ruolo, magari vien fuori un altro caso alla Helene Weigel con Bertolt Brecht’.
Va detto con onestà che Rodrigues non s’impanca certo a dispensatore di pensiero unico e nemmeno a creatore autoritario, anzi ha confessato che adora lasciar spazio al dubbio e alla disorganizzazione.
Ha voluto anche ribadire la sua posizione woke - senza spendere certo il termine, ormai al bando anche a sinistra - ammettendo di essere un fortunato esponente dell'Occidente ricco e dominante, che pur si sforza di garantire, come direttore di Avignone, che possano finalmente esprimersi anche le 'altre' voci, non solo del 'mondo di sotto' ovvero degli altri mondi terzi e quarti, ma anche delle 'diversità'.
Eh già, Tiago si pone in sostanza ancora come un umanista professante: volendo specificare, del genere umanisti socialisti, categoria di cui storicamente il Portogallo peraltro vanta illustri esponenti proudhoniani non dogmatici.
Persino dagli attori - in questo caso Francesco Alberici e Isabella Ragonese, scelti peraltro su suggerimento del Piccolo e di Longhi - come con qualunque altra professionalità, pretende un contributo profondo e libero giacché si dice interessato a loro 'proprio come persone'.
Benissimo, ma è difficile credergli fino in fondo.
Tiago Rodrigues è pur sempre un uomo di teatro, totalmente tale, un attore prima ancora che un regista e un autore che, come allievo della Escola Superior de Teatro e Cinema a Lisbona, era stato invitato dai docenti a cambiare strada e anche perciò ha deciso d’insistere, dopo aver visto e rivisto per decine di volte la videocassetta dell'Arlecchino di Giorgio Strehler.
Ora il suo obiettivo di creatore è ‘nutrire la macchina teatrale’, come dice lui stesso; all’appassionato onesto resta soltanto da aggiungere: grazie di cuore, anzi 'By heart', se ci lascia qualche altra preziosa briciola delle sue.
P.S.: AGENDA PER INCALLITI TIAGO-FANS
Per i dramaholici già ansiosi di nuovi premi di consolazione dopo questo Coro, l’agenda prevede due repliche a Roma, Teatro Vascello, il 24 e 25 ottobre, di ‘No Yogurt for the Dead’, lavoro che costituisce la sesta parte dell’Histoire(s) du Théâtre imbastita da Milo Rau per NtGent. Lo stesso spettacolo sarà poi al Piccolo Teatro di Milano, il 15-16 maggio del 2027, nel mese clou dell’80mo dalla fondazione.
E dal 28 gennaio al 18 aprile 2027 va in scena a Parigi, alla Comédie Française, addirittura nella Salle Richelieu fresca di restauro, il suo ‘Hécube, Pas Hécube’ che ha avuto l’onore già di un invito all’Epidauro…