Che cosa può fare il teatro mentre il mondo è fiamme e l'odio impera? Il nuovo LIFE prova a rispondere con 7 spettacoli cult e...
06.03.2026
N.G.
Debutta martedì 10 febbraio la nuova produzione del Teatro Out Off, 'Cemento' da Thomas Bernhard, di e con Roberto Trifirò, che del magistrale autore austriaco aveva portato in scena già 'L'apparenza inganna'. Storia di un musicologo 'bloccato' dal difficile appuntamento con la stesura di un saggio su Mendelsonn, fino a che non va in vacanza a Palma di Maiorca e incontra una giovane donna... Prova alquanto impegnativa, difficile anche per Priscilla Cornacchia, attrice diplomata alla Paolo Grassi di Milano e performer completa. In cartellone fino al 1° marzo.
7+
Se anche vi fidate dei giudizi feroci del critico teatrale e letterario di lunga data Franco Cordelli, a proposito delle regie e degli adattamenti-stravolgimenti di Leonardo Lidi, ci sono almeno tre buoni motivi per non mancare all'appuntamento milanese con 'La gatta sul tetto che scotta', capolavoro di Tennessee Williams - al Teatro Franco Parenti dal 10 al 15 febbraio. Il primo è il cast, con Valentina Picello che dà corpo e voce alla vibrante figura di Maggie, e Fausto Cabra co-protagonista. Il secondo è per vedere l'interazione tra i due, il terzo è per apprezzare quanto sono bravi.
N.G.
E' un ripetuto 'Ritorno a casa', quello di Massimo Popolizio al 'suo' ronconiano Teatro Grassi, dal 10 febbraio al 1° marzo. Torna a dirigere e interpretare con la riproposta di Harold Pinter: dopo 'Uno sguardo dal ponte' di Arthur Miller, appunto 'Ritorno a casa', a sessant’anni (sic) dalla prima rappresentazione. E ritorna pure come come capofila della produzione di un suo spettacolo, con Teatro di Roma e Piccolo Teatro di Milano, la stessa Compagnia Umberto Orsini per cui Popolizio ha azzeccato già diverse prove, compresa l'ultima regia per il Grande Vecchio Umberto in 'Prima del Temporale'. Riuscirà a far dimenticare 'L'albergo dei poveri' del 2024?
N.B.
Ispirato al canovaccio 'Arlequin muet par crainte' di Luigi Riccoboni, 'Arlecchino muto per spavento' di Stivalaccio ambisce - nota bene - a 'riportare in scena la Commedia dell’Arte nella sua forma più vitale e contemporanea, affidandosi all’arte dell’attore, al gioco delle maschere e a un linguaggio teatrale capace di parlare al pubblico di oggi attraverso la tradizione. Nove attori in scena danno vita a un racconto costruito su recitazione, canto, danza, combattimento scenico, lazzi e improvvisazione'. Al Teatro Menotti dal 10 febbraio.
N.G.
Vanno di moda le storie generazionali dei 30-40enni, e del loro rapporto altalenante con la realtà e le ambizioni: possono rivelarsi una trappola micidiale per i migliori teatranti. C'è solo da sperare che non sia il caso anche di Giulia Di Sacco con 'De-sidera', nuova coproduzione Teatro Filodrammatici e radiceibrida, compagnia di giovani nata nel 2020 e affacciatasi sulle scene con 'Giochi notturni' sulla violenza domestica e 'Figli' sui rapporti familiari. Da valutare con serenità al Filodrammatici stesso, dal 10 al 15 febbraio.
7+
Ci prova almeno il Teatro Fontana a proporre un'incursione nella realtà, rilanciando nel fine settimana, dal 13 al 15 febbraio, 'Una settimana di bontà 1975', nuova produzione del Teatro della Tosse di Genova, da un testo inedito di Tonino Conte. La regia del figlio Emanuele Conte ne restituisce al presente la forza originale: difficile presentarlo senza spoilerare, si tratta di sette quadri di vita quotidiana nella città di ieri 'dal forte impianto surreale sotteso tra crudeltà e comicità attraverso cui si dipana il testo'. Da vedere, stando ai giudizi positivi seguiti alle prime repliche.
8+
Gita da veri dramaholici, l'appuntamento con il nuovo 'Rage' (Rabbia) appena messo in scena da Milo Rau al Dramaten di Stoccolma, con l'eccezionale ensemble svedese. E accolto con entusiasmo da pubblico e critica: 'meraviglioso fottuto disvelamento teatrale di un mondo impazzito', ' brutale distopia sull'ultimo respiro dell'élite culturale'... Lo stesso Rau lo definisce il suo spettacolo più nichilista e più divertente, frutto insolito del suo nuovo impegno totalizzante contro le risorgenze fasciste e le derive autoritarie nel mondo. Colpaccio del Teatro Reale di Svezia, di cui è direttore artistico lo straordinario Mattias Andersson, purtroppo quasi sempre ignorato in Italia. Fa piacere che in 'Rabbia', tra l'altro, ci sia comunque un tocco italiano, con Giacomo Bisordi come regista assistente e co-drammaturgo.