Con cento suonatori di strada ad Anversa Thomas prova a 'sbloccare' il teatro europeo nella città

Il nuovo 'Guernica Guernica' di F.C. Bergman (foto di Sofie Silbermann da toneelhuis.be)

 C’era da scommetterci che ad aggiudicarsi l’ideale Oscar anche del migliore report, oltre che delle più congrue iniziative teatrali sul territorio, sarebbero stati proprio quegli stramaledetti e ben noti fiamminghi del Toneelhuis di Anversa, luogo della creatività teatrale contemporanea tra i più rinomati d’Europa, avanguardia del progetto comunitario triennale ‘Unlock the city!’ (1) di cui il nostro Piccolo Teatro era peraltro capofila.  

 Già, come si è visto anche alla celebrazione formale di questa iniziativa post-pandemica finanziata dalla Ue, lunedì 19 gennaio al Teatro Studio Melato, noi italiani siamo magari ospiti magnifici, e questo vale in particolare per istituzioni di lunga data e grande importanza come il Piccolo Teatro.

(La sera precedente all’evento conclusivo di questo progetto europeo, il prestigioso spazio antistante alla sala intitolata a Giorgio Strehler, e svariate professionalità del personale, sono state messe a disposizione dell’ennesima commemorazione, stavolta addirittura quella televisiva di Ornella Vanoni organizzata da Fabio Fazio sul canale Nove degli americani di Warner).

 Se non si parla nuove sedie di design negli atri, di cerimoniali sempre eleganti con ottimi light lunch, ma di teatro creativo contemporaneo vivo e collettivo, beh, è davvero impossibile misurarsi con i cugini delle Fiandre (e del Nord Europa in genere). Anversa, come anche NTGent dopo Milo Rau, vantano un assetto di apertura radicale, fin dalla scelta di affidare la direzione in gestione comunitaria a un gruppo di artisti associati. 

 E, ovviamente, quando si tratta di scegliere quali professionalità specifiche coinvolgere in un’iniziativa così ambiziosa come dare vita a progetti per ’sbloccare’ il rapporto con le città, non hanno il problema di convocare da chissà dove qualche brillante esponente del meta-teatro e spedirlo in una chissà quale periferia, con annessi studenti universitari e delle scuole di recitazione, ma possono trovare artisti che hanno già dimostrato di saper lavorare con le persone comuni.

 Non s’intende soltanto un capofila come Thomas Verstraeten, elemento di punta del collettivo F.C. Bergman nonché vero e proprio specialista di azioni artistiche performative e partecipate.

Quest’estate, per esempio, è stato chiamato per il progetto specifico ‘Inselliebe’ da Wiener Festwochen, con l’obiettivo di raccontare come i viennesi hanno plasmato e fatto vivere l’isola artificiale nel Danubio, e a breve curerà anche un lavoro sugli studenti stranieri a Milano proprio per il Piccolo (del resto, il direttore artistico Claudio Longhi è stato tra i primi interlocutori italiani di Verstraeten e soci, al punto di averli ora tra gli associati).

 Il teatro di Anversa ha anche commissionato il primo lavoro di ‘Unlock the City!’ a una compagnia teatrale come Martha!tentatief che lavora specificatamente da anni ‘sul’ e ‘nel’ territorio, raccontando storie vere nel contesto in cui nascono, a partire dal sobborgo post-industriale di Morstel dove hanno sede, ovvero certo non in un luogo teatrale dato e scontato.

 E così a Martha!tentatief, come ha ben spiegato il condirettore artistico Bart Van Nuffelen nel suo intervento al Melato, hanno scelto un classico ‘non luogo’ metropolitano, come la lunga e trafficata strada Bisschoppenhoflaan, e lo hanno frequentato per mesi, parlando con le persone che lo abitano e vivono quotidianamente, per poi costruire uno spettacolo semplicemente intitolato ‘Honderd’, cento, come i 100 residenti che sono stati coinvolti insieme come performers.

 Verstraeten ha poi ideato due progetti specifici nel quartiere multiculturale e in continua evoluzione di Seefhoek, nella parte settentrionale di Anversa, dove lui stesso risiede stabilmente. Prima di tutto ha organizzato una semplice partita di calcio di strada, di quelle che vedeva tutti i giorni, come se fosse un grande evento sportivo, stile Champions League, con ripresa televisiva in diretta, tifoserie organizzate e via elencando. 

 Infine, nel dicembre del 2025, dopo un lungo lavoro di selezione e prove, ha presentato ‘Symphony for one hundred citizens and a traffic light’, performance partecipata di cento abitanti, tra musicisti dilettanti, artisti improvvisati e lavoratori ‘di strada’ chiamati a ‘suonare’ il proprio strumento professionale, l’ambulanza, la moto del rider o la scopa dello spazzino.     

 A Milano Thomas ha concluso il suo intervento raccontando un aneddoto relativo a un recente incontro casuale proprio con un netturbino d’origini extraeuropee che era stato portato, in divisa e ramazza alla mano, sul palco di questa ’Symphony’ e aveva poi deciso di andare davvero a fare un corso per imparare a fare il batterista.

Per ringraziare Thomas l’aveva fermato mentre faceva jogging e gli aveva mostrato con quale abilità adesso riusciva a far ‘suonare’ la sua scopa, davvero variando con precisione musicale i ritmi. 

 Un gesto artistico occasionale che ha toccato, più di ogni altro omaggio o riconoscimento, le corde dell’emozione di Verstraeten, che non è solo un intellettuale-costruttore di straordinarie macchine per lo spettacolo (come si poteva evincere dal meraviglioso ‘Het land Not’, il capolavoro del 2015 di F.C. Bergman, ri-presentato ancora a Biennale Venezia 2023) ma anche, o forse prima di tutto, un autentico dramaholico.

 Perché poi, in fondo, può sempre risuonare a sorpresa anche per la meglio gioventù dei figli dei figli dei saccheggiatori coloniali, quel ritornello ‘siamo noi, noi a far ricca la terra’ che cantava l’utopista Claudio Lolli nell’inno pre-rivolta del 1977 bolognese, grazie all’impossibile identificazione dei suoi ‘zingari felici’ con gli schiavi della ‘Cantata del fantoccio lusitano’ di Peter Weiss. Certo sarebbe proprio strano che un giorno possa davvero trovare, in qualche modo non occasionale, un teatro ad Anversa quel perentorio invito ‘riprendiamoci la vita/la terra, la luna e l'abbondanza’. 

 Intanto Verstraeten può riprendere felice anche la sua corsa artistica, varia e anche in proprio, come racconta sul suo sito personale che indica persino nella dedica che gentilmente rilascia.

Ringraziandolo non resta che sperare di ritrovare ancora in ‘Guernica Guernica’, il nuovo lavoro sulla non rappresentabilità della guerra, presentato da F.C. Bergman per Ruhrtriennale e previsto ad Anversa in apertura della prossima stagione, la magia intatta di ‘Het land Not’, ché parlava pur sempre di Europa, arte e guerra.  

‘Symphony for one hundred citizens and a traffic light’ (foto di Wannes Crè da toneelhuis.be)

(1) LA SCHEDA DI UNLOCK THE CITY

(dal comunicato stampa) Per la prima volta capofila di un progetto vincitore di Creative Europe, il Piccolo Teatro ha dato il via, nel 2023, ad UNLOCK THE CITY!, programma triennale realizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano, in particolare con il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani, e con altri cinque partner internazionali: Teatre Lliure | Barcellona [Spagna], Teatrul Tineretului | Piatra-Neamț [Romania], Toneelhuis | Anversa [Belgio], Østfold University College & Norwegian Theater Academy | Fredrikstad [Norvegia], The Academy of Performing Arts, AMU | Praga [Repubblica Ceca]. 

Il tema sul quale la cordata di teatri, accademie e università europee era chiamata a riflettere è il teatro come strumento per ripensare il paesaggio nella città post pandemica e, in particolare, il concetto di “limite” nella dimensione urbana: quali sono i confini umani e geografici che definiscono, oggi, il nostro vivere cittadino? Che rapporto si delinea, all’indomani dell’esperienza pandemica, tra spazio “chiuso” e spazio “aperto”? Tra il tempo lungo della natura e la variabilità del paesaggio urbano? 

A partire da questa riflessione, UNLOCK THE CITY! ha trasformato il teatro in uno strumento di ricerca e ascolto, in dialogo stretto con la città. Quattro - Anversa (Belgio), Barcellona (Spagna), Milano (Italia), Piatra Neamț (Romania) - sono state le città europee attraversate dal progetto con un ricco programma di iniziative di ricerca, formazione e attivazione del territorio, ma anche con la realizzazione di dodici performance affidate a dieci artiste e artisti: Bart Van Nuffelen e Thomas Verstraeten (Belgio), Daniel Chirilă, Irina Moscu e Bogdan Zamfir (Romania), Alexandra Laudo  e Anna Puigjaner (Spagna), Davide Carnevali, Marta Cuscunà e Sotterraneo (Italia).

Nell’ambito del progetto, il Piccolo Teatro ha realizzato, a Milano, tra il 2023 e il 2025, tre nuove produzioni: Bucolica di Marta Cuscunà (18 e 19 novembre 2023): nella cornice del Parco di Porto di Mare, nella zona Sud di Milano, in quel cuneo ibrido tra città e campagna, la performance si proponeva di descrivere lo spazio di incontro tra sette fischiatori dell’Associazione Culturale Silbo Gomero (una vera e propria lingua fischiata, praticata dagli abitanti dell'isola vulcanica La Gomera delle Canarie), un gregge di pecore Giganti Bergamasche, le persone che abitano il quartiere e il pubblico del teatro;

Limited Edition – Urban Theatre for the future / Milano di Davide Carnevali (dal 10 al 12 maggio 2024, nell’ambito del Festival internazionale di teatro Presente Indicativo): una visita in forma di spettacolo, che coniugava la fruizione teatrale a quella museale, un’esplorazione del limite tra campagna e città, un’esperienza site-specific attraverso gli spazi della zona Sud-Est della città, tra Nosedo, Corvetto e Porto di Mare, interrogandosi sull’essenza dei luoghi, sulla vita dei quartieri e sull’idea di città futura.

Dance me to the End of the World del collettivo Sotterraneo (7 e 8 giugno 2025): una performance che si snodava tra le strade di uno dei quartieri storici di Milano, Corvetto, con la guida di un libro, degli interpreti e di 30 esercizi per trasformare i partecipanti in “esperti del quotidiano” e lo spazio urbano in palcoscenico.

Sul fronte internazionale, per UNLOCK THE CITY!, a Piatra-Neamt, Irina Moscu ha curato aici.melancolia (here.melancholy), che ha debuttato il 14 luglio 2023; Bogdan Zamfir Fragmente din povestea noastra (Fragments of our story), il 5 luglio 2024; Daniel Chirilă NIMENI_NIMIC în căutarea lui Asteroid_ultimul spectacol (Nobodynothing, Searching, Asteroidthe last show), il 25 maggio 2025. Ad Anversa, Thomas Verstraeten, tra i fondatori del collettivo FC Bergman, artisti associati al Piccolo, ha curato Seefhoek Series, al debutto il 22 settembre 2023, e Simphony for one hundred citizens and a traffic light, il 21 dicembre 2025; Bart Van Nuffelen Honderd (Hundred), il 15 giugno 2024.

A Barcellona, Anna Puigjaner ha curato Històries de la cuina (Histories of the Kitchen) in scena dal 5 ottobre 2024, Alexandra Laudo Ferida Lluminosa (Light wound), dal 27 marzo 2025; insieme hanno firmato Apagada, che ha debuttato il 5 ottobre 2025.

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