Eh già, 'Qui vivremo bene' quando ci saranno altri dieci Dopolavoro Stadera a fare il controcanto alla Milano City
15.10.2026
N.G.
Per la gioia degli appassionati sembra che i festival non finiscano mai. Alla voce ‘da non perdere’ s’aggiunge quest’anno un’altra rassegna a Bologna, ‘Convergenze’, dal 17 al 26 settembre, ‘nuovo festival del teatro documentario’ curato da Kepler-452. Con questa iniziativa Enrico Baraldi e Nicola Borghesi tornano un po’ alle origini, quando facevano anche il più informale 'Festival 20 30' (dal 2014 al '20, prima che Emilia Romagna Teatro ERT offrisse alla bella compagnia della meglio gioventù di casa il salto nel mondo del teatro ufficiale). Aldilà della valutazione di quest’altro upgrade kepleriano in termini di mordente politico, ovvero di fedeltà alla linea dichiaratamente ‘rivoluzionaria’, di notevole interesse saranno le prove di Davide Enia, Matilde Vigna e Marco D’Agostin, chiamati a misurarsi con il teatro di realtà ciascuno in una porzione di tre macro-aree del territorio, la stessa capitale Bologna, l’Adriatico e l’Appenino.
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Tocca di ripetere un’altra volta che si prova una certa invidia quando si guarda dalle nostre grandi città d’Italia alla piccola sudtirolese Bolzano attraverso la lente del programma di Transart - piuttosto che le mostre d’arte contemporanea a Museion, tra cui l’imperdibile omaggio a una figura d’artista unica come Franco Vaccari (fino al 13 settembre). Il festival sempre così ammirevolmente imbastito da Peter Paul Kainrath arriva al clou questa settimana con un tris di appuntamenti d’altissimo livello: la prima italiana, il 15 settembre al Teatro Comunale, di ‘Lieder ohne Worte’ del regista svizzero Thom Luz; la ripresa il 17 nella splendida Fondazione Delle Nogare di ‘Credere nelle maschere’ di Romeo Castellucci; infine - vera bomba da tre righe di 'trigger warning' -, STADION ÉTUDE di Florentina Holzinger nello Stadio Europa di Bolzano, composizione site-specific per una mongolfiera, una Musikkapelle, campane e performer, che segue la provocatoria e arci-instagrammata ’Seaworld Venice’ al Padiglione austriaco della Biennale Arte di Venezia.
N.G.
La seconda settimana del solito notevolissimo e bene articolato Romaeuropa Festival offre, tra gli altri appuntamenti, il 14 la singolare prima italiana di SUMMERLAND, nuova ambiziosa pièce artistica di Benjamin Millepied (ex primo ballerino del New York City Ballet, già direttore artistico del Paris Opera Ballet e fondatore del Paris Dance Project) nata dalla collaborazione con la cantautrice November Ultra, musicista francese che si muove tra bedroom pop, R&B, folk ed elettronica. Ancora danza d’altissimo livello nella riproposta di ‘Landless’, uno dei lavori più minimalisti e meta-teatrali del coreografo greco Christos Papadopoulos, interpretato da un bravissimo Georgios Kotsifakis: se ne discute ancora tra chi ha avuto modo di vederlo al LAC Lugano, a Milano Oltre o alle altre date italiane nel 2025, prima del consenso unanime con cui è stato accolto il nuovo ‘My first ignorant step’ dello stesso Papadopoulos…
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… Ed è questo pezzo straordinario - 'My first ignorant step' -, una sorta di romanzo di formazione dei giovani ballerini di Papadopoulos, ad aprire la prima settimana di un’eccellente edizione 2026 di Torino Danza, a Fonderie Limone. Si sa quanto sia capace Anna Cremonini, che cura il festival piemontese da anni con la passione e la competenza dei suoi migliori colleghi-amici, Umberto Angelini di Triennale Teatro e Paolo Cantù de I Teatri di Reggio Emilia, dove riparte pure Festival Aperto, come già segnalato qui. Poi, il 17-18 e 19 settembre, sempre a Fonderie Limone, sarà la volta di Shechter II - la compagnia giovane del magistrale Hofesh Shechter - con il travolgente ‘In the brain’. E ancora, giusto per accenni, nelle prossime settimane sono attesi Marco da Silva Ferreira, Rachid Ouramdane e altri creatori ancora di prim’ordine, tra cui diversi italiani.
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Segnate sul calendario con l’evidenziatore la strepitosa riapertura autunnale di FOG a Milano, sabato 19 settembre, dalle ore 15, nel Giardino di Triennale in Viale Alemagna 6. Con la solita sorprendente capacità di sfida, Angelini offre alla città una speciale ‘durational performance’ dell’artista lituana Lina Lapelyté, Leone d’Oro alla Biennale Arte di Venezia nel 2019 con la superlativa opera spiaggiata ‘Sun & Sea (Marina)’. Il nuovo progetto, ‘Mud Works’, unisce canto e azione scultorea in una creazione collettiva partecipata nel giardino di Triennale: in un’atmosfera da picnic, performer e spettatori si riuniscono modellando la terracotta in forme cubiche; i tredici cantanti, del collettivo corale milanese di ALOT, interpretano brani tratti dalla poesia contemporanea, man mano che i cubi si accumulano. ‘Un percorso di cinque ore’ - recita la nota di presentazione - ‘ e anche un rituale che ruota attorno al dolore, all’isolamento e al senso incombente di perdita e fragilità’.
N.G.
Da seguire anche due poetiche pre-aperture di stagione, insolite e anche perciò di un certo interesse: al Teatro Out Off, dal 16 al 19 settembre, il giovane emergente regista Andrea Piazza presenta in anteprima il suo nuovo spettacolo-concerto ‘Quel che amore in silenzio ha scritto’ dai Sonetti di William Shakespeare e da canzoni d’amore dal Seicento a oggi. E al Teatro Fontana per l’interessante Chiostri Suite, dal 17 al 20 settembre, la compagnia Instabili Vaganti porta in scena ‘Luce’, dai versi di Pier Paolo Pasolini: ‘un concerto-spettacolo che rompe i confini della scena’, promette il comunicato stampa, ‘e si trasforma in un’esperienza immersiva con video-mapping che riscrive gli archi e le architetture dei Chiostri Bramanteschi di Santa Maria alla Fontana’.